domenica 8 febbraio 2015

La storia di Marcellino, gatto con due zampe, alla "Vita in diretta" su RAI1

La storia di Marcellino, gatto con due zampe, alla "Vita in diretta" su RAI1





Servizio andato in onda su RAI 1, alla trasmissione "LA VITA IN DIRETTA" Giovedì 13 Settembre 2012, condotto da Mara Venier e Marco Liorni.

Grazie alla giornalista Chiara Giacomelli, Stacy e la sua famiglia per aver adottato Marcellino e reso possibile tutto ciò e Simone, Volontario de Le Sfigatte Pavia.

EMERGENZA NEVE - AIUTIAMO GLI UCCELLINI!

EMERGENZA NEVE - AIUTIAMO GLI UCCELLINI!

Modena, 7 febbraio 2015 - In Emilia Romagna siamo stati messi KO dalla neve. Le ultime 36 ore le abbiamo passate senza luce, senza riscaldamento, senza telefono, senza internet, i cellulari caricati in macchina e attivi solo per le emergenze! Alcune frazioni sono ancora anche senza acqua!!! Stiamo gradualmente tornando alla normalita’ ma la quantita’ di neve e’ ancora tale da mettere a repentaglio la vita di molti dei nostri amici alati.

Riportiamo di seguito le indicazioni fornite gia’ qualche anno fa e divulgate poi grazie all’aiuto della trasmissione televisiva Su la Zampa/TRC insieme alle FAQ (Frequently Asked Questions = domande poste di frequente) pubblicate sul nostro blog. Anche per chi ha poche risorse a disposizione, basta poco per fare bene: una manciata di semini e qualche pezzetto di frutta tagliata a dadini e una ciotola d’acqua fresca ! Aiutiamoli!





INGREDIENTI e PROCEDIMENTO

- 1000 gr di grasso di bue ben ripulito da evt. tracce di sangue oppure 1000 gr di grasso VEGETALE NON SALATO (la margarina va bene ma controllate che tra gli ingredienti riportati in etichetta NON ci sia il sale). ATTENZIONE: NON USATE LO STRUTTO DI MAIALE! Si scioglie troppo in fretta e impiastriccerebbe ali e piume condannando gli uccellini a non poter piu’ volare!

100 gr cad. di miglio, semi di papavero, avena...
100 gr cad. di crusca di grano, semi di girasole, fiocchi d'avena...
100 gr cad. di granella di cocco in scaglie, orzo, arachidi NON SALATE...
100 gr cad. di noci (oppure anche pinoli, nocciole), polenta di mais, uvetta, semi di sesamo, semi di lino...
5 uova sode tritate e con i gusci ben spezzettati (usate evt. un mortaio o un mattarello per i gusci in modo da ridurli quasi in polvere)

e inoltre...

- un gomitolo di spago
- le retine con cui vengono solitamente venduti agli e scalogni (facoltativo)
- due sacchetti da surgelati o dei guanti (tipo usa&getta)
- una pentola grande q.b. e un robusto cucchiaio
- un tagliere
- un paio di forbici
- 1 max. 2 ore di tempo
***

Sciogliete a fiamma bassissima il grasso dopo averlo tagliato a dadini. Se usate quello di bue ci vorra’ ca. 1 ora. Attenzione a procedere molto lentamente perche’ il grasso non deve assolutamente friggere. Noi abbiamo usato ca. 750 gr. di grasso di bue al quale abbiamo aggiunto, una volta fuso, 250 gr. di margarina.

Nel frattempo tritate arachidi, uvetta e noci… a misura di beccuccio...
Mentre il grasso, piano, piano, si scioglie sempre piu'... fino a quando quasi tutte le parti solide si sono sciolte...

Se avete usato il grasso di bue filtratelo, una volta che e’ sciolto, usando un colino. Otterrete un liquido limpido, brillante e di colore giallognolo.
Rimettete il grasso sciolto nella pentola e, a fiamma spenta, incorporate gradualmente tutti gli ingredienti,  mescolando lentamente... Senza dimenticare nulla, nemmeno le uova tritate...

Amalgamate bene e ora mettete a portata di mano tagliere, guanti o sacchetti per manipolare il pastone e spago e/o retine per confezionare le palline!
Se preferite lo spago, tagliate dei segmenti di spago lunghi 50 cm (non 40 cm come abbiamo usato noi che si sono dimostrati essere un po' corti). Ripiegateli a metà e formate un anello annodando le due estremità. Formate un secondo nodo a ca. 1/3 - 1/2 altezza dell’anello. Avrete così formato degli 8. Il primo nodo servirà come fermo inferiore per la pallina e il secondo come fermo superiore (altrimenti, appendendo la pallina, l’anello di spago si apre e la pallina si rompe cadendo per terra...)

Prelevate quanto basta del composto per formare una pallina compattando il pastone attorno a uno dei due anelli degli 8 formati in precedenza con lo spago (il pastone sara’ tiepido e unto).
Mentre lavorate premete bene il pastone attorno allo spago. Col passare del tempo il pastone si raffreddera' rapprendendosi.
Un'asola sopra, un nodo in mezzo, poi la pallina e infine il nodo di chiusura...
Oppure, se volete usare le retine, formate delle palline senza spago.
Con le quantità indicate otterrete ca. 23 palline. Lasciatele rapprendere per una decina di minuti.
Se preferite mettere le palline nelle retine, rivoltate le retine come se fossero calzini (portando quindi all’interno la fascetta metallica con cui la retina e’ chiusa ad una estremità)...
Prendete quindi una pallina e rivoltateci sopra la retina (la fascetta sarà ora fuori e la pallina dentro!).
Spingete la pallina bene sul fondo e chiudete l’estremità della retina aperta con tanto spago quanto basta per formare anche un anello con cui potrete appendere la pallina. Gli uccellini useranno i buchi tra le maglie dilatate per tirarsi fuori i semini uno a uno.
Avrete cosi’ ottenuto anche un simpatico regalo da donare agli altri (se non le usate subito, tenete la scorta di palline in frigorifero o anche in congelatore)!

In alternativa: distribuite il pastone senza formarlo su dei supporti tipo piatti di plastica che metterete all’aperto (possibilmente la’ dove non riesca ad arrivare nessun gatto e che toglierete ad emergenza neve finita…) insieme ad una ciotolina poco profonda con dell’acqua fresca oppure comprate le miscele preconfezionate che trovate facilmente in commercio. E, gia’ che ci siete, comprate una confezione anche per gli uccelli insettivori!
PS: SALE, ZUCCHERO, SPEZIE, LEGUMI, RISO CRUDO (SE PROPRIO VOLETE, USATE SOLO QUELLO SOFFIATO) E SCARTI ALIMENTARI SONO TASSATIVAMENTE VIETATI!

domenica 28 dicembre 2014

Il gatto paralizzato e la terapia in acqua

Il gatto paralizzato e la terapia in acqua


questo il VIDEO:





questa la STORIA:


Il gatto paralizzato e la fisioterapia in acqua

Questa è la storia di Mog, un gatto paralizzato curato grazie alla fisioterapia in acqua.  La storia è di qualche annetto fa. Mog, un micino di colore grigio e nero, a causa di un incidente automobilistico aveva subìto una paralisi agli arti anteriori. La padrona però, con amore e coraggio, ha cercato di continuare a fargli godere un certo grado di libertà. Lo ha quindi abituato a stare in acqua, con il supporto di una piscina dove si effettua l’idroterapia.
Oltre a questo, la piscina gli ha consentito di irrobustire il suo corpo e i suoi arti, riuscendo così a sopportare meglio il peso del suo corpo quando è fuori dall’acqua e necessita di muoversi. L’incidente d’auto non ruppe le ossa di Mog ma danneggiò seriamente i nervi. La padrona, la Sig.ra Ashworth, seppur inizialmente restìa a questo tipo di terapia (non foss’altro che i gatti evitano il più possibile di bagnarsi, figurarsi buttarsi in acqua) si è poi dovuta ricredere quando ha visto Mog imparare a destreggiarsi in acqua e a riacquistare una utile mobilità al di fuori di essa.
Gli esercizi in acqua, al costo di 30 sterline per dieci settimane, sono molto semplici. Mog viene messo nella piscina e la padrona lo chiama per farlo avvicinare a lei. Tra miagolii e iniziali resistenze, il micio però riesce a raggiungere la padrona e a compiere egregiamente il suo tragitto. Nel video che segue potete vedere come Mog affronta l’esercizio.
Che dire: auguri a Mog e alla sua padrona!

STORIA di MACCHIA la gatta disabile

STORIA di MACCHIA la gatta disabile - facebook.com/gattidisabili - cat with disabilities



http://youtu.be/eET5ZAawrDk

venerdì 19 dicembre 2014

LA FRATTURA DELLA COLONNA VERTEBRALE NEL GATTO: paralisi temporanea o definitiva?

Qualche consiglio da un veterinario neurologo:

http://neurologiacanegatto.blogspot.it/2012/02/la-frattura-della-colonna-vertebrale.html



LA FRATTURA DELLA COLONNA VERTEBRALE NEL GATTO

Le fratture della colonna vertebrale spesso sono la conseguenza di cadute dall’alto o incidenti stradali ,ma avvolte possono presentarsi anche a seguito di semplici scivolate in ambiente domestico ,colpi contundenti sulla schiena(es la tapparella delle finestre ) Le fratture vertebrali sono di diversi tipi: in ogni caso tutte devono preoccupare il soccorritore, a causa dei potenziali effetti sull'integrità del canale vertebrale e del danno midollare che ne può conseguire Nei gatti spesso le fratture sono dovute a traumi di forte intensita’ che creano uno slittamento dorsale del corpo vertebrale con una riduzione superiore del 50% del canale vertebrale ,cio’ comporta una lesione imponente del midollo con ematomi ed avvolte discontinuita’ del midollo. Prima di affrontare una operazione e’ fondamentale accertarsi della presenza del dolore profondo, avvolte pero’ questo anche se non presente puo’ comunque dare speranza in una ripresa . Infatti in alcuni casi dopo una terapia antinfiammatoria e antiedemigena c’e’ la ricomparsa del dolore profondo ,quindi prima di emettere una prognosi infausta bisogna aspettare almeno 24-48 ore dall’evento traumatico. La ripresa puo’ essere molto lunga quindi importante e’ sapere attendere . . La maggior parte delle lesioni midollari è in realtà determinata dall'ipossia, che può essere secondaria a una lesione vascolare, a uno spasmo o a una compressione dei vasi arteriosi causata da edema del midollo spinale. Il trauma, infatti, può provocare la rottura o lo spasmo delle arterie che irrorano il midollo, causandone l'ipossia, con conseguente malfunzionamento e infarto. E, anche quando non si verifichino la rottura o lo spasmo dei vasi, la struttura rigida del canale vertebrale e la scarsa possibilità di espansione del midollo spinale fanno sì che il ri¬gonfiamento post traumatico del midollo stesso possa causare compressione dei vasi, conseguente riduzione dell'apporto ematico. Dopo un trauma al midollo il flusso ematico diminuisce fino al 70/80% del valore normale a causa dell’edema La chirurgia consiste in stabilizzare e allineare la colonna vertebrale attraverso l’uso di staffe o viti e chiodi con cemento sterile.
STABILIZZAZIONE CON STAFFA:
Spesso specie le staffe vanno rimosse dopo alcuni mesi a guarigione ottenuta perche’ col movimento del gatto possono spezzarsi i fili di acciaio e quindi si ha la mobilizzazione della staffa. Fondamentale la Fisioterapia nel postoperatorio e la somministrazione di sostante Neurotrofiche Dott Alessandro Prota Consulenza Neurologica Veterinaria on line 3393201159

mercoledì 17 dicembre 2014

Gatto ex-paralizzato dal collo in giù: ora cammina e salta sui mobili!

DA FACEBOOK

https://www.facebook.com/events/275553072637697/?pnref=story

NANà HA VISSUTO L'INFERNO ORA HA DIRITTO AL PARADISO: PARALIZZATO DAL COLLO IN GIU' è TORNATO A CAMMINARE ADESSO CI VUOLE UNA FAMIGLIA CHE LO AMI 




    storia di nanà: 
nanà (così chiamato perchè credevano fosse femmina) è stato recuperato da Salvatore Libero Barone Lida palermo a dicembre 2013 dopo che è stato investito e preso da un branco di cani... ebbene nanà era completamente paralizzato dal collo in giù i centri del sistema nervoso autonomo erano compromessi non manteneva la temperatura ed andava in arresto respiratorio. è stato ricoverato e operato con un delicato intervento al collo fatto aprendo anteriormente per mettere viti e cemento nella colonna vertebrale (come vedete dalle foto). miracolosamente ha superato l'intervento e dopo circa 8 giorni la vigilia di natale è stato messo a pensione da me.quando è arrivato muoveva solo la testa e appena appena le zampette davanti...doveva stare steso su un fianco con un piccolo cuscino e rigirato per non fare le piaghe... non mangiava da solo andava imboccato e non riusciva a deglutire per via dell'intervento alla gola ed era magrissimo.
Piano piano ha ripreso a mangiare da solo e a sollevarsi appena appena...ha fatto un mese circa di fisioterapia facendo dei lentissimi ma costanti progressi ma la zampa davanti presentava una posizione rigida che gli ostacolava ogni movimento e si pensava ad una paralisi del radiale per cui andava amputata... interrotta la fisioterapia perchè non utilissima e molto costosa (lui accettava e male quella passiva e si rifiutava di fare quella attiva) ho cominciato io a fare fare degli esercizi al piccolo e a stimolarlo a muoversi e i progressi sono andati aumentando ...nanà molto affezionato a me collaborava tantissimo...poi una sera è successa una cosa orribile...si è affogato rischiando di morire soffocato siamo riusciti a farlo respirare e a salvarlo e abbiamo subito cominciato la terapia antibiotica per scongiurare la polmonite ab ingestis e... miracolo comincia a muovere la zampa destra allora abbiamo subito cominciato il cortisone... adesso nanà si alza cammina e usa tutte e 4 le zampe allo stesso modo barcollando e cadendo ma si muove...purtroppo però sorgono in continuazione nuovi piccoli sintomi neurologici ...
ora a distanza di quasi un anno dal terribile incidente nanà conduce una vita quasi normale è stato castrato e resta da risolvere solo un problema all'occhio mancante che purtroppo tende a lacrimare sempre per cui probabilmente andrà operato e andrà chiuso l'occhietto... nanà gioca tranquillamente con gatti maschi e femmine ma adesso ha proprio bisogno di una casa tutta sua



tra pochi giorni sarà un anno che sei a casa mia...sei arrivato completamente immobile e ora ti guardo saltare sui mobili come un grilletto e non mi sembra vero...però una cosa ancora ti manca tesoro...una mamma che si occupi di te per tutta la vita...spero di poterti fare questo regalo per natale




PER SEMPRE