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martedì 6 novembre 2012

'Vegan 3000' il primo sito italiano di cucina e alimentazione Vegan

http://larcobalenodipatty.blogspot.de/

domenica 14 ottobre 2012

"Vegan 3000" il primo sito italiano di cucina e alimentazione Vegan










Perché VEGAN?




Perché per la preparazione di un pasto vegan
nessun animale viene ucciso, maltrattato o sfruttato.
L'alimentazione vegan, oltre alla carne ed al pesce, non contempla alcun prodotto di origine animale: neppure uova, latte, latticini, formaggi, miele, ecc.

Perché mangiare vegan è anche molto salutare, dato che gli esseri umani anatomicamente sono animali frugivori, e quindi costituzionalmente e fisiologicamente assai poco adatti al cibo di origine animale, a cui si sono però adeguati culturalmente o per necessità di sopravvivenza in mancanza di cibi più idonei.

Perché se mangiassimo tutti vegan ci sarebbe cibo più che a sufficienza per tutti, siccome la terra che oggi serve per nutrire una sola persona che consuma carne sarebbe sufficiente a sfamarne ben 20 vegane!
Inoltre, destinando un ettaro di terreno all'allevamento bovino, in un anno otteniamo 66 kg di proteine, contro i 1868 kg di proteine (28 volte di più!) che invece otterremmo destinando, ad esempio, lo stesso terreno alla coltivazione della soia.

Perché mangiare vegan significa un minor impatto sulle risorse del nostro pianeta, che notoriamente non sono infinite. Significa un minor consumo di energia, di acqua, di pesticidi, di inquinanti, di farmaci. Significa minor necessità di terra e di conseguenza minore deforestazione.

Perché è giunto il momento di guardare al futuro con tutti i problemi che abbiamo davanti e non più al passato con i suoi ormai anacronistici presupposti.

Le cose cambiano, gli scenari storici e sociali si modificano:
occorre prenderne atto.
Semplicemente il nostro pianeta non ce la fa più a sostenere i nostri dissennati ritmi consumistici ed il nostro peso ecologico(footprint).

E' giunto il momento di pensare - e soprattutto di porre in atto - nuove strategie e non abbiamo più molto tempo per farlo.
Quindi è necessario cominciare innanzitutto da NOI STESSI, attraverso le nostre scelte di vita quotidiana.
Iniziare dalla nostra tavola è uno dei primi più importanti passi per fare "attivamente" qualcosa.

Ciascuno di noi può fare la differenza e può scegliere consapevolmente di diventare parte della soluzione anziché continuare a far parte del problema.

Per gli animali, per il pianeta che ci ospita e per noi stessi in quanto esseri umani.

[Emanuela Barbero]

(Per ulteriori approfondimenti riguardo l'etica vegan ed il veganismo vi rimandiamo alle FAQ ed ai LINK presenti sulla HomePage di questo sito)








Chi sono i veg?



di Emanuela Barbero




In tutto il mondo il numero dei vegetariani sta aumentando esponenzialmente poiché sempre più persone scelgono un’alimentazione più etica, più sana, più rispettosa nei confronti degli animali, più leggera per l’ambiente e più solidale verso la popolazione umana: solo in Italia si è passati dagli 1,5 milioni di vegetariani del 1999 fino ai 2,9 milioni del 2001 per arrivare ai 6 milioni dell’ultimo sondaggio del 2006. Malgrado ciò, la confusione riguardo le diete vegetariane è ancora parecchia e non sempre è facile orientarsi tra tante scelte diverse, talvolta fatte anche con motivazioni assai differenti.
Di seguito vediamo a grandi linee quante e quali tipologie di vegetariani ci sono.


Quanti tipi di vegetariani ci sono?


Per fare un po' di chiarezza vediamo quanti tipi di vegetariani ci sono e cosa mangiano o non mangiano.


Vegetariani

I latto-ovo-vegetariani sono i più numerosi. Non mangiano nessun tipo di animale, neppure volatili, pesci, molluschi, crostacei, frutti di mare, selvaggina di tutti i generi… e, naturalmente, neanche tonno in scatola, acciughe, prosciutto, mortadella, ecc.

Consumano però prodotti di origine animale quali latte e latticini, formaggi, uova e miele.

Chi opta per un'alimentazione vegetariana è generalmente spinto a farlo sulla base di ragioni etiche e dalla decisione di non voler più uccidere (o far uccidere) per nutrirsi, tuttavia vi sono anche molte persone che sono vegetariane principalmente per ragioni salutistiche, religiose o ecologiche (dovute all’enorme impatto ambientale degli allevamenti).

Per inciso, la scelta vegetariana si limita a ridurre la quantità degli animali macellati, ma di fatto non ne azzera il numero né tanto meno riesce ad evitare le pratiche cruente coinvolte nei vari processi produttivi, in quanto anche il consumo di prodotti animali come latte e uova comporta sempre e comunque lo sfruttamento e la morte degli animali coinvolti… e nessuno di loro muore di serena vecchiaia in pascoli bucolici. Chi desidera approfondire questi aspetti troverà un’ampia introduzione nel volumeCucina Etica edito da Sonda e moltissimo materiale su questo stesso sito e su internet, attraverso i vari link.

Tra i vegetariani vi sono inoltre ulteriori suddivisioni, come gli ovo-vegetariani, che non consumano carne, pesce e latticini ma mangiano le uova, e i latto-vegetariani, che non consumano carne, pesce e uova ma utilizzano il latte ed i suoi derivati.

Latto-vegetariana è ad esempio l'alimentazione ayurvedica, di matrice induista e seguita in particolare da chi pratica lo yoga, che sconsiglia fortemente l'assunzione di carne, pesce, uova e anche di aglio, cipolla, funghi, alcolici, ritenuti tutti cibi «tamasici», cioè non adatti allo sviluppo completo dell'essere umano poiché apportano un tipo di energia che rende statici ed inerti fisicamente, mentalmente e spiritualmente; inoltre nutrono nell'essere umano l'indifferenza e la crudeltà.


Vi sono poi coloro che si definiscono pesce-vegetariani e che tra tutti gli animali mangiano solo i pesci, ma sarebbe più corretto chiamarli pescivori, in quanto non è possibile - logicamente – includerli a tutti gli effetti tra i vegetariani, poiché i pesci sono di fatto animali.


Per completezza citiamo anche i semi-vegetariani, cioè coloro che mangiano animali con minor frequenza rispetto alla norma nel contesto sociale in cui vivono. Taluni di essi amano definirsi ugualmente vegetariani perché ormai questa definizione fa tendenza, mentre un’altra tendenza emergente negli Stati Uniti è quella dei “flexitarians” e dei vegetariani part-time, che consiste nel mangiare vegetariano solo in certi contesti – scuola, lavoro, famiglia, ecc. - o in certi giorni, anche se naturalmente la definizione di vegetariano non è attribuita correttamente quando questa scelta è “flessibile”, poiché nella realtà non corrisponde ad una seria coerenza etica e pratica. Qualcuno ha scritto che essere vegetariani è come essere incinta: o lo sei o non lo sei, non è possibile esserlo solo in parte.


Ad ogni modo va riconosciuto il fatto che ogni tendenza verso una minor assunzione di animali e dei loro derivati è ugualmente apprezzabile, così come ciascuna scelta tesa “almeno” alla riduzione del consumo complessivo di prodotti animali andrebbe sempre e comunque incoraggiata, sia per motivi di salute personale e globale che, naturalmente, per il bene degli animali e per una riduzione generale della enorme violenza implicata negli allevamenti e nella macellazione.



Vegan, o vegani o vegetaliani


Mentre il vegetariano sceglie di non mangiare animali di alcun tipo, il vegan evita di mangiare e di utilizzare anche tutto ciò che ha a che fare con gli animali e che implica il loro sfruttamento, la violenza nei loro confronti e l'inevitabile morte (ad esempio quella dei vitellini fatti nascere per ottenere il latte dalla loro mamma e poi uccisi da cuccioli, oppure la macellazione delle mucche da latte abbattute dopo pochi anni di intenso sfruttamento produttivo. Per ulteriori approfondimenti vi rimandiamo ai seguenti articoli: Perché proprio vegan e non soltanto vegetariani? e Lettera aperta ai vegetariani).
Di conseguenza, chi opta per lo stile di vita vegan non consuma né utilizza alcun prodotto di origine animale, neppure uova, formaggi, latte e latticini, yogurt vaccino, miele, pelle, pellicce, cuoio, piume, lana, seta, perle, spugne di mare ecc. Oltre naturalmente a non impiegare cosmetici e prodotti testati sugli animali o ottenuti con gli stessi o parti di essi (come ad esempio molti saponi apparentemente innocui e in realtà contenenti sego animale, riportato in etichetta come tallowate).

I vegan consumano con grande varietà tutti i prodotti vegetali commestibili di terra e di mare: verdura, frutta, cereali (tutti e non solo pasta e riso!), legumi, semi oleaginosi, frutta secca, alghe.


Questo tipo di scelta nasce principalmente da motivazioni etiche, legate al rispetto verso ogni essere senziente in un'ottica antispecista e biocentrica e non più antropocentrica. Porta con sé un senso corale della vita, dove la consapevolezza dell’interdipendenza prevale su ogni forma di ideologia di dominio.

Il veganismo costituisce quindi la naturale evoluzione del vegetarismo, quando esso è praticato per ragioni etiche e animaliste, con ripercussioni maggiormente positive anche sul piano sociale ed ecologico poiché influisce in maniera ancora più ridotta sulle risorse complessive del pianeta.



Donald Watson


l termine vegan nasce dalla contrazione di vegetarian ed è stato coniato da Donald Watson, che nel 1944 fondò a Londra la Vegan Society.

Donald Watson è nato il 2 settembre 1910 ed è deceduto il 16 novembre 2005 all’età di 95 anni.

Egli è diventato vegetariano nel 1924, cioè da quando aveva 14 anni, ed è poi passato al veganismo circa 20 anni dopo, perciò è stato vegetariano per 81 anni e vegan per 61.
La sua lunga vita dovrebbe indurci a sfatare il falso mito che senza carne e prodotti animali non si può vivere.

Naturalmente Watson non è l’unico vegan così longevo e anche tra i personaggi illustri quelli vissuti fino a tarda età spesso sono vegetariani(“long term vegan and vegetarian”).










FruttarianiEssi abbracciano una scelta di vita e alimentare a tutto campo, poiché questo modo di alimentarsi è il più rispettoso possibile verso ogni forma di vita, non soltanto verso quelle senzienti (cioè gli animali) ma si estende anche al mondo vegetale. I fruttariani infatti si nutrono unicamente di quel cibo vegetale che non comporta la morte della pianta, evitando in particolare tutte le radici, i tuberi e i bulbi, come ad esempio carote, rape, cipolle, patate ecc. Essi mangiano tutti i tipi di frutti, compresi pomodori, peperoni, zucche, zucchine, melanzane, frutta secca come noci, nocciole, mandorle ecc. e tutto ciò che non implica la morte della pianta, includendo la frutta secca e talvolta anche i semi, in particolare germogliati.
Vi sono persone che optano per questa scelta anche per motivazioni salutistiche, sulla base della fisiologia umana che è quella di un primate frugivoro.



Crudisti

Un discorso a parte meritano i crudisti che, come si evince dalla loro definizione, mangiano soltanto cibi crudi, in particolare frutta e verdura ma anche noci e semi oleaginosi. I crudisti escludono dalla loro alimentazione tutti gli alimenti che per essere consumati richiedono di essere cotti, come ad esempio i cereali e i legumi, che mangiano solo germogliati; evitano anche la carne e il pesce, anche se ve ne sono alcuni che li consumano crudi.

L'alimentazione crudista è generalmente praticata per motivi salutistici e fonda la propria ragione d'essere sull'osservazione che la cottura degli alimenti è una pratica relativamente recente in rapporto alla lunga evoluzione umana, perciò poco compatibile con le reali necessità fisiologiche del nostro organismo: un'osservazione che trova conferma anche nel fatto che i cibi cuocendo perdono parte dei loro nutrienti e in più con certi tipi di cottura accumulano sostanze tossiche.


MacrobioticiUn'altra menzione a parte va ai macrobiotici, una categoria di persone solitamente compresa tra i vegetariani, poiché la loro alimentazione esclude quasi completamente il consumo di prodotti animali, anche di latticini e uova, con l'eccezione di un consumo occasionale del pesce. Tuttavia va sottolineato che la macrobiotica è una scelta alimentare che in linea di massima non viene fatta per motivazioni etiche bensì essenzialmente salutistiche, perciò l'adesione ai suoi principi guida è generalmente piuttosto elastica. Non tutti i macrobiotici possono quindi ritenersi vegetariani, anche se alcuni di loro, per quanto riguarda l'alimentazione, sono di fatto vegan.

La scelta alimentare macrobiotica è finalizzata al conseguimento e al mantenimento dell'equilibrio energetico e psico-fisico nell'essere umano: i macrobiotici seguono infatti una dieta basata sulla combinazione energetica degli alimenti, tenendo conto della suddivisione tra cibi yin e yang, dove alcuni di essi (cereali integrali, verdure, legumi) sono ritenuti nel loro complesso molto più equilibrati di altri e perciò apportatori di una buona qualità energetica per l'organismo umano, mentre altri (carne, latte e derivati, uova, zucchero, alcolici, farmaci e sostanze chimiche) sono invece troppo sbilanciati al fine del mantenimento di una buona salute. Inoltre vengono escluse anche le solanacee: patate, pomodori, melanzane, peperoni, in quanto acidificanti per l’organismo. La cucina macrobiotica predilige i cibi cotti, non incoraggia l'assunzione della frutta e di abbondanti liquidi (poiché sono già presenti negli alimenti) ed in linea generale sconsiglia tutti gli eccessi.



George Bernard Shaw


Ecco un simpatico aneddoto riguardante il famoso commediografo e scrittore irlandese George Bernard Shaw, premio Nobel per la letteratura nel 1925, vegetariano per scelta etica e morto all'età di 94 anni.

Quando decise di diventare vegetariano i medici che consultò gli pronosticarono una vita di malattie e carenze dovute alla sua scelta alimentare (incredibile ma vero: molti medici si comportano a tutt’oggi nello stesso modo verso i loro pazienti vegetariani e vegan).
Come ulteriore minaccia gli predissero che senza carne non solo non avrebbe conservato la salute, ma non sarebbe neppure sopravvissuto a lungo. Ma Shaw, da buon irlandese cocciuto e convinto del valore della sua scelta, restò fermo nei suoi propositi.

In tarda età gli fu chiesto se avesse poi informato questi medici così allarmisti del fatto che le cose non fossero andate affatto come gli avevano predetto.

Allargando le braccia e alzando gli occhi al cielo egli rispose con la sua consueta prontezza di spirito: "Non ho potuto farlo, perché erano già tutti morti da tempo!".


Tra l'altro è di George Bernard Shaw la celebre citazione:

"Gli animali sono miei amici e io non mangio i miei amici".





Le motivazioni dei vegan



di Emanuela Barbero




per gli animali

perché non mangi nessuno che sia in grado di soffrire
In base a quali criteri ciascuno di noi sceglie, tra tutti gli animali, chi amare e chi mangiare?
Tradizioni, cultura, società, famiglia, abitudini: chi mangia gli animali (ma solo certi animali, quasi mai tutti) si è semplicemente adattato alla situazione esistente.
Mentre trangugia tranquillamente mucche, maiali e galline non mangerebbe mai un gatto (a parte purtroppo certe eccezioni) e ancora più difficilmente un cane. Perché? Qual è la differenza tra l'intelligenza e l'affettuosità di un cane e quella di un maiale?
In realtà non siamo noi a decidere se e quali animali mangiare, perché altri hanno scelto per noi.
Chi sceglie di vivere vegan prende oggettivamente atto che gli animali (tutti e non solo alcuni)
non sono cibo, bensì esseri senzienti in grado di provare piacere e dolore, gioia ed emozioni, angoscia e paura… e sono anch’essi in grado di amare e di soffrire! Gli animali che arrivano nei piatti di chi mangia carne nascono e vivono le loro brevi e innaturali vite in enormi capannoni maleodoranti fatti di cemento e di sbarre dove non è assolutamente possibile vivere secondo la loro natura: sono stati così trasformati da incredibili esseri viventi in semplici oggetti.
Vittime innocenti del nostro spietato sistema economico e produttivo, miliardi di creature vivono le loro non-vite in gabbie anguste e in spazi sovraffollati, senza mai vedere il cielo né un prato verde, senza conoscere il sole, l’aria, la minima libertà di movimento e di relazione con gli altri animali della loro specie.
Non li mangiamo perché il loro sistematico massacro è un atto di violenza brutale e non necessaria che abbiamo il potere di fermare con le nostre scelte… e noi vogliamo spezzare le catene di tutta questa immensa sofferenza. Essere vegan ci consente di prendere le distanze da un sistema pesantemente basato sullo sfruttamento e sul dominio, valorizzando invece il rispetto per ogni forma di vita.
Perché dalla sistematica violenza verso gli animali nascono poi la maggior parte delle altre forme di violenza e di sopraffazione... ad esempio sappiamo che la caccia è sempre servita per esercitarsi nella guerra e - come già scriveva Erasmo da Rotterdam - "a forza di sterminare animali, si è capito che anche sopprimere l'uomo non richiede un grande sforzo".



per l’ambiente
perché ha un minor impatto ecologico e risparmia preziose risorse produttive
Mangiare vegan significa un impatto drasticamente più ridotto sulle risorse del nostro pianeta, che notoriamente non sono infinite. Significa un minor consumo di energia, di acqua, di pesticidi, di inquinanti, di farmaci. Significa minor necessità di terra e di conseguenza minore deforestazione.
Il
settore della carne è il secondo maggior inquinatore dopo quello dell'automobile e il 70% dell'acqua utilizzata sul pianeta è consumato dalla zootecnia e dall'agricoltura, i cui prodotti servono in gran parte a nutrire gli animali d'allevamento.
Nel 2007 la FAO denunciava che gli allevamenti sono la causa di quasi un quinto dell'inquinamento responsabile del riscaldamento del globo terrestre, sottolineando che il settore del bestiame rappresenta una minaccia ambientale in continua crescita. Nella sua relazione ha reso noto che il bestiame ha prodotto il 35-40 per cento delle emissioni di metano e il 65 per cento delle emissioni di ossido di azoto, che è circa 300 volte più dannoso della CO2, per il riscaldamento globale.
L’impronta ecologica (footprint) di chi mangia carne è molto più elevata di chi non la consuma: si è calcolato che essa incide per circa il 30% in più e, come se ciò non bastasse, il consumo di carne su scala internazionale sta aumentando costantemente, soprattutto nei paesi emergenti. La popolazione umana è in continua crescita ed è molto vorace: stiamo consumando velocemente le risorse del pianeta e lo stiamo facendo in modo irresponsabile, come se fossero illimitate.


per chi muore di fame

perché è socialmente responsabile e consente una più equa distribuzione delle risorse alimentari, in un mondo che conta oggi oltre 800 milioni di persone malnutrite
Se mangiassimo tutti vegan ci sarebbe cibo più che a sufficienza per tutti, siccome la terra che oggi serve per nutrire una sola persona che consuma carne sarebbe sufficiente a sfamarne ben 20 vegane! Inoltre, destinando un ettaro di terreno all'allevamento bovino, in un anno otteniamo 66 kg di proteine, contro i 1868 kg di proteine (28 volte di più!) che invece otterremmo destinando, ad esempio, lo stesso terreno alla coltivazione della soia.Un bovino ha un'efficienza di conversione delle proteine animali di solo il 6%, consuma cioè 790 kg di proteine vegetali per produrre meno di 50 kg di proteine animali.
Negli ultimi 50 anni la produzione mondiale di carne si è quintuplicata e questo trend è in continua crescita, mentre sono milioni gli acri di terra che nel Terzo mondo vengono utilizzati esclusivamente per la produzione di mangime destinato all'allevamento del bestiame europeo. L'80 per cento dei bambini che nel mondo soffrono la fame vive in paesi che di fatto generano un surplus alimentare che viene però per lo più prodotto sotto forma di mangime animale e che di conseguenza viene utilizzato solo da consumatori benestanti.
Gli animali da allevamento sottraggono al diretto consumo umano circa un terzo dei cereali prodotti in tutto il mondo, mentre con un etto di cereali si sfama tranquillamente un umano ma di certo non una mucca!
Alcuni nutrizionisti ed ambientalisti americani hanno calcolato che se venisse destinata all'alimentazione umana la quantità di cereali e di soia comunemente impiegata per l'allevamento del bestiame da macello degli Stati Uniti, verrebbe cancellata la piaga della fame nel mondo.

per la nostra salute
perché migliora e preserva il tuo benessere psico-fisico

Perché mangiare vegan è anche molto salutare, considerato che gli esseri umani anatomicamente sono animali frugivori, e quindi costituzionalmente e fisiologicamente assai poco adatti al cibo di origine animale, a cui si sono però adeguati culturalmente o per necessità di sopravvivenza in mancanza di cibi più idonei.Sempre più studi testimoniano come un’alimentazione basata sui cibi vegetali sia protettiva nei confronti di numerose patologie cronico-degenerative mentre il consumo di grassi saturi, colesterolo e proteine animali predispone all’insorgenza di obesità, diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, osteoporosi, gotta, demenza senile e tumori.
I
morti dovuti alle malattie cardiache (soprattutto infarto) hanno ormai raggiunto cifre da veri e propri bollettini di guerra: ogni anno i decessi sono 17 milioni nel mondo, di cui 4 milioni nella sola Europa. Tuttociò mentre recenti studi americani ed europei hanno dimostrato che una dieta vegetariana equilibrata e povera di grassi permette di ridurre il rischio di cancro del 40%, di infarto e altre malattie cardiache del 30%, di diabete del 60%, di calcoli al fegato del 60%, di obesità del 40%, di intossicazioni alimentari dell’80%, di ipertensione dal 22 al 68%. Numerosi studi scientifici ci confermano che una sana alimentazione a base vegetale aiuta efficacemente a prevenire e spesso anche a curare la maggior parte delle malattie oggi più diffuse, inclusi diversi tipi di tumori e molte malattie degenerative tipiche dei paesi ricchi (vedi anche www.scienzavegetariana.it ewww.VegPyramid.info e il libro La Cucina Diet_Etica).
L’American Dietetic Association e i Dietitians of Canada affermano che le diete vegetariane/vegane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie cronico-degenerative.
Non solo, un’alimentazione vegana varia ed equilibrata risulta appropriata per tutti gli stadi della vita dall’infanzia alla senescenza inclusi gravidanza, allattamento e svezzamento (Ada Report, 2003). Trovate il documento completo (sia l’originale in inglese che la traduzione i italiano) a questo link:
http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/ADA_ital.htm.Insieme all’American Dietetic Association sono sempre più numerose le Società Scientifiche che consigliano di basare la propria dieta su cibi vegetali come:

• American Institute for Cancer Research (Dc:Airc; 1997)• World Cancer Research Found (Dc:Airc 1997)• American Cancer Society (Ca Cancer J Clin 2002; 52:92-119)• American Heart Association (Circulation 2000;102:2296-2311)• Heart and Stroke Foundation of Canada (http://ww2.heartand-stroke.ca)• National Institute of Health (Circulation 1999;100:450-456)• American Academy of Pediatrics (Circulation 1999;100:450-456).
Più salute significa anche più indipendenza e libertà, maggiori opportunità e consapevolezza, che sono invece condizioni difficili da mantenere quando si dipende pesantemente da strutture e istituzioni.

Mai come nel caso del cibo che mangiamo, la scelta sta soprattutto a noi e non è delegabile ad altri. Siamo noi stessi a fare la differenza e a dare la direzione e il senso del nostro agire e del nostro essere.

Libertà e salute dipendono prima di tutto dalle scelte di ciascuno di noi: anche questa è consapevolezza.





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Libri vari sulla cucina vegan
Ordinando uno o più libri dal catalogo "Macrolibrarsi" attraverso il link sul nostro sito
ci sarà riconosciuta una percentuale sul prezzo di copertina, che utilizzeremo per iniziative e attività
di divulgazione dell'alimentazione e dello stile di vita vegan. Senza costarvi nulla in più!
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domenica 4 novembre 2012

Finalmente "ci sono anch'io"! I sottopassi autostradali per i ricci

http://larcobalenodipatty.blogspot.de/

domenica 14 ottobre 2012

Finalmente "ci sono anch'io"!


I sottopassi autostradali
Fonte: http://www.sosricci.it/Html/Sottopassi%20autostradali.htm









Non entro, in questa sede, nel merito della necessità, o meno, di un nuovo raccordo autostradale e delle implicazioni sociopolitiche che può celare; dal momento che sembra sarà, comunque, realizzato tra il 2010 ed il 2014, mi rallegro di alcune "novità", per addolcire l' impatto ambientale.

Si tratta del raccordo Tirreno - Brennero, nuova tratta autostradale a 2 corsie più una di emergenza, per senso di marcia, che collegherà l' A 15 (Fontevivo - Pr) con l' A 22 (Nogarole Rocca - Verona), attraversando le provincie di Parma, Cremona, Mantova, Verona, oltre a 4 fiumi (Taro, Po, Oglio, Mincio).
Avrà il ponte fluviale più lungo d'Italia (Km 3,7), senza piloni di sostegno nel fiume.








Ma non è questa la vera novità.

Saranno espropriate terre per una superficie all'incirca doppia, rispetto quella strettamente necessaria per la sede autostradale; questo per poter piantumare, a fianco, boschi e costruire barriere antipolvere ed antirumore. Sono, inoltre, previsti 50 piccoli depuratori, distribuiti lungo il tracciato di circa km 85, per trattare le acque piovane raccolte da collettori posti sotto il manto stradale; questa rete permetterà, anche, di drenare e neutralizzare liquidi dispersi e versati sulla strada, in occasione di incidenti.

Ma anche questa non è la novità che più colpisce.

Ad intervalli di circa m 200-300, verranno posti dei condotti, che passeranno sotto il manto autostradale, adeguatamente inclinati, per evitare accumuli di acqua, con una presa d'aria a metà percorso, che sboccherà nell'area tra le 2 carreggiate, per permettere un comodo e sicuro passaggio a ricci, topi, donnole, rane, ... evitando di costruire barriere ed isole ecologiche che alterano gli equilibri dell'ambiente.

Speriamo che immagini come queste siano sempre più rare!






Non sarà per simpatia ai ricci o alle rane, ma finalmente un po' di riguardo all'ambiente! E' lecito sperare che un po' di cultura ambiental(-ista) si stia facendo strada anche tra gli imprenditori e comunque un territorio è più competitivo ed attraente, anche per le aziende, se chi ci abita e ci lavora ha una qualità di vita, in senso ampio, più alta!





Grazie!











mercoledì 3 ottobre 2012

Il mondo di Diana e di Rex e di Venerdì - XXI Rassegna Cane Fantasia 9 settembre 2012-Aggiornamento al 10 Sett.

Il mondo di Diana
(ora al Ponte dell'Arcobaleno)
e di Rex e Venerdì (detto Nedì)

.

XXI Rassegna Cane Fantasia 9 settembre 2012

Aggiornamento al 10 Sett.
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Leggete dal blog di Mami e Papi di Diana Rex e Venerdì....








http://larcobalenodipatty.blogspot.com/
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domenica 9 settembre 2012

XXI Rassegna Cane Fantasia 9 settembre 2012-Aggiornamento al 10 Sett.






Protezione Animali di Legnano (P.A.L.)

v. don Milani 24 20025 Legnano (Mi)
tel. 0331 466665 fax 0331 468182 info@protezioneanimalidilegnano.com



Fonte: http://www.protezioneanimalidilegnano.com/manifestazioni.htm#festa


XXI Rassegna Cane Fantasia 9 settembre 2012

ecco le foto...

Venerdì

Birillo e Venerdì

Birillo e Venerdì

Birillo e Venerdì


Fausto e Venerdì

Fausto, Venerdì, Renata e Birillo



Parco I.L.A. via colli S. Erasmo (zona vecchio ospedale)Un'intera giornata nel bellissimo parco ex I.L.A. in compagnia dei nostri e dei vostri amici a 4 zampe (ci sarà anche la sfilata di alcuni dei nostri ospiti "cercafamiglia"), con tante bancarelle di oggettistica varia a disposizione.

Anche quest'anno presenteremo il nostro nuovo calendario !!

Categorie: senzarazza (meticci)
altolocati (di razza)
vegliardi (oltre 8 anni)
puffi (tg. piccola)


ore 10.30 -14.30 iscrizioni (euro 5 per iscrizione a una categoria)
ore 15 inizio manifestazione
(accesso al parco € 3,00 escluso i bambini di età inferiore ai 6 anni)

Il ricavato della manifestazione è interamente devoluto a favore delle attività del canile/gattile.
parco ex I.L.A. v. colli S. Erasmo 29 Legnano (dietro l'Ospedale vecchio, parallela di corso Sempione)come arrivare:
- consigliata: autostrada Milano-Laghi da entrambe le direzioni: uscita Legnano, direzione centro città, al 2° semaforo a destra in v. Colli S. Erasmo
-
altre possibiltà: autostrada Milano-Laghi proveniendo da Varese: uscita Castellanza, alla rotonda dritti in v. F. Filzi, allo stop a destra in v. B. Melzi, al 2° semaforo a sinistra in v. Pio XI e dritti in v. Colli S. Erasmo
-
autostrada Milano-Laghi proveniendo da Milano: uscita Castellanza, alla rotonda a sinistra, alla 2° rotonda a sinistra in v. F. Filzi, allo stop a destra in v. B. Melzi, al 2° semaforo a sinistra in v. Pio XI e dritti in v. Colli S. Erasmo
-
corso Sempione proveniendo da Parabiago: svoltare a destra in v. Cadorna, al 1° semaforo a sinistra in v. Colli S. Erasmo
-
corso Sempione proveniendo da Busto Arsizio: alla rotonda a sinistra in v. B. Melzi, al 1° semaforo a destra in v. Pio XI e dritti in v. Colli S. Erasmo




VENERDì.
io ci sarò....venite a conoscermi!!!

martedì 2 ottobre 2012

CARRELLINI PER CANI DISABILI

http://larcobalenodipatty.blogspot.de/
domenica 26 agosto 2012

CARRELLINI PER CANI DISABILI

Post n°1116 pubblicato il 30 Aprile 2012 da chioggiatv

Fonte: http://blog.libero.it/Chioggiatv/11270803.html?ssonc=287498999



Alessandro e Luigi, due ragazzi di Preganziol (TV), hanno costituito un ente per la costruzione e donazione di carrellini per animali disabili.


Ma conosciamoli meglio.Ciao Alessandro e ciao Luigi, innanzitutto complimenti per quello che fate! Ma ci spiegate come nasce questa associazione?
Grazie per i complimenti, due anni fa circa ci siamo iscritti ad un corso per guardie zoofile con l'intento di riuscire, in qualche modo, ad aiutare gli animali. Per vari problemi la cosa non è andata a buon fine ma, la Signora, che allora era Presidente dell'Associazione che organizzava quel corso, costruiva, in maniera abbastanza grossolana e con l'aiuto di alcuni artigiani, carrellini per animali disabili. L'Associazione, alla fine del 2010 è stata sciolta e noi abbiamo deciso di proseguire quell'attività che ci sembrava così utile fondando il nostro Comitato e aggiornando e migliorando continuamente i nostri prodotti.
Ma come sono fatti i carrellini che avete messo a punto?
I carrellini sono costruiti assemblando materiali provenienti da vari utilizzi diversi, dalla falegnameria al giardinaggio, ma la loro struttura principale è in alluminio, materiale leggero, duttile e resistente.
Quanto costano normalmente i carrellini per animali disabili e quanto chiedete voi?
Questa è la ragione per cui noi costruiamo i carrellini. I prezzi sul mercato hanno raggiunto livelli improponibili per tante famiglie che si trovano così in grosse difficoltà per aiutare quel peloso che è, a tutti gli effetti, un membro della famiglia.
Il costo di un carrellino va da un minimo di 250/300 euro a salire fino ad estremi che superano abbondantemente i 1.000 euro.
Noi, facendo pagare solo i materiali e la spedizione, riusciamo a contenere i costi e forniamo i nostri carrellini in tutta Italia ad un prezzo che varia dai 65 ai 200 euro tutto compreso.

Ma i carrellini non sono solo per i cani?
Noi possiamo costruire un carrellino per qualsiasi peloso abbia 4 zampe, di cui almeno due funzionanti (ricci, conigli, gatti, cani, caprette ...).
Sicuramente sarete venuti a contatto con situazioni molto particolari: volete raccontarcene una in particolare?
La storia di Fiore, che poi è diventato il nostro portabandiera ed è ritratto nel nostro logo. Lui è un peloso che, all'età di due anni, è rimasto paralizzato, la sua famiglia ha chiesto per lui un carrellino ma si è vista chiedere 600 euro, una cifra fuori dalla loro portata. Fiore, grazie all'amore che fortunatamente lo circonda, ha dovuto muoversi per 5 lunghi anni strisciando a terra, fino a quando una volontaria che ci conosceva lo ha segnalato e noi gli abbiamo costruito il carrellino. Dopo una settimana Fiore aveva imparato a fare le scale!
Come vi si può aiutare?
Ci potete aiutare richiedendoci il nostro volantino informativo, stampandolo e usandolo per pubblicizzare, come e dove ritenete, la nostra opera, oppure potete sostenerci economicamente: un terzo dei carrellini che abbiamo costruito è stato donato a pelosi presenti nei canili, nei rifugi o trovatelli adottati, grazie proprio alle donazioni di tanta gente di buon cuore.

Come vi si può contattare e quali sono i dati che vi servono per realizzare un carrellino della misura giusta?
Potete visitare il nostro sito www.carrellinidisabili.it , conoscerci, vedere quello che facciamo e, dalla sezione contatti, compilando un semplice questionario, scriverci. Oppure potete inviare una mail acarrellinidisabili@gmail.com , saremo noi a rispondervi ed eventualmente a inviarvi tutto il necessario per poter richiedere un carrellino per il vostro Amico.
Vi vogliamo ringraziare per l’aiuto che donate e salutare augurandovi di continuare a crescere per dare una “seconda opportunità” a quanti più amici (meno fortunati) possibile.
Grazie ancora dallo staff di C.D. e da tutti i nostri P.D.M. (pelosi diversamente meravigliosi)
Intervista di Valentino Villanova




martedì 21 agosto 2012

Il significato dello sbadiglio nel cane

http://larcobalenodipatty.blogspot.de/
sabato 28 luglio 2012 Il significato dello sbadiglio


Venerdì 27 Luglio 2012

Il significato dello sbadiglio



Daniela Lisi, la nostra educatrice cinofila risponde alla mail di un ascoltatore:

"Sì, oggi rispondiamo a Claudio che ci chiede perché il suo cane sbadiglia agli altri cani e a volte anche a lui:

Un cane può sbadigliare per diversi motivi:

- a volte semplicemente perché a sonno, quindi questo è probabile quando si trova a casa tranquillo nella sua cuccia;

- spesso lo fa per comunicare qualcosa: disagio o stress. Se si trova in una situazione per lui non gradevole, in un posto per lui stressante, o anche solo quando noi compiamo nei suoi confronti un'azione non molto gradevole. Ad esempio: quando lo abbracciamo;

- o ancora può essere un segnale di pacificazione, che può emettere sia nei confronti delle persone. Ad esempio: quando sono un po' troppo irruente, un po' agitate. Sia nei confronti di un altro cane (cosa che accade molto spesso) per comunicare qualcosa, ad esempio, che non ha intenzione di confrontarsi con lui e che prova disagio perché molto probabilmente si sente minacciato.

Lo sbadiglio fa parte di una serie di segnali di calma che i nostri cani usano per comunicare. Ricordiamoci che avendo solo il corpo come mezzo di comunicazione è molto importante imparare ad osservarli".





Clicca qui per vedere i segnali calmanti.

domenica 12 agosto 2012

Roosevelt, il cane disabile che corre grazie a due ruote

http://larcobalenodipatty.blogspot.de/

martedì 17 luglio 2012 Roosevelt, il cane disabile

Roosevelt, il cane disabile

che corre grazie a due ruote



21 mag 2012 da AlterEco

Dopo Norman, il cane che va in bici, ancora quattrozampe con le ruote, amici di Petsblog. Questa volta non per divertimento, ma per necessità. Il cane di cui vi parliamo, infatti, ha gravi problemi di deambulazione. Roosevelt, questo il nome del tenerissimo Border Collie con le ruote, riesce però a camminare grazie a delle protesi create appositamente per lui.
Già, perché questo bel cagnone che vive a Portland, nel Maine, ha un disturbo non molto comune: non riesce a muovere le zampe anteriori. Creare delle protesi per le zampe posteriori è decisamente più facile e questa soluzione è nettamente più diffusa. Per le zampe anteriori, invece, è un po’ più complesso. La sua proprietaria, Stephanie Fox, non si è però lasciata scoraggiare e gliele ha fatte creare su misura. D’altra parte, a chi le diceva che forse era meglio non far soffrire il cane sopprimendolo, lei replicava: Un cane disabile è come un bambino disabile. Va trattato allo stesso modo, dandogli l’opportunità di vivere un’esistenza normale.
Straordinario l’amore di questa donna per il suo cane. Lo ha infatti adottato tre anni fa al New England Border Collie Rescue pur sapendo di questo suo problema. Il nome Roosevelt non è casuale: il presidente americano, affetto da paralisi agli arti inferiori a causa di una grave malattia, usava infatti la sedia a rotelle. Roosevelt, il cane, grazie alle ruote, oggi riesce persino a correre. La sola differenza che noto con gli altri cani, spiega la proprietaria, è che quando devo portarlo fuori invece di mettergli il guinzaglio devo mettergli le ruote. Potete ammirare Roosevelt che corre felice nel video dopo il salto.
Roosevelt - a border collie puppy in a front wheel cart
Roosvelt - un cucciolo di border collie in un carrello frontale



(traduzione sotto al testo originale in inglese)
Border Collie rescue visited us today to fine-tune Roosevelt's front wheel cart - after he'd had it for only two months, he's mastered his cart driving technique. Roosevelt was borne with deformed front legs that do not reach the ground.
TRADUZIONE L'associazione "Border Collie Rescue" ci ha fatto visita oggi per mettere a punto il carrello a ruote anteriori di Roosevelt - dopo che lo aveva avuto per soli due mesi, ha imparato alla perfezione la sua tecnica di guida del carrello. Roosevelt è nato con zampe anteriori deformi che non raggiungono il suolo.