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domenica 28 dicembre 2014

Il gatto paralizzato e la terapia in acqua

Il gatto paralizzato e la terapia in acqua


questo il VIDEO:





questa la STORIA:


Il gatto paralizzato e la fisioterapia in acqua

Questa è la storia di Mog, un gatto paralizzato curato grazie alla fisioterapia in acqua.  La storia è di qualche annetto fa. Mog, un micino di colore grigio e nero, a causa di un incidente automobilistico aveva subìto una paralisi agli arti anteriori. La padrona però, con amore e coraggio, ha cercato di continuare a fargli godere un certo grado di libertà. Lo ha quindi abituato a stare in acqua, con il supporto di una piscina dove si effettua l’idroterapia.
Oltre a questo, la piscina gli ha consentito di irrobustire il suo corpo e i suoi arti, riuscendo così a sopportare meglio il peso del suo corpo quando è fuori dall’acqua e necessita di muoversi. L’incidente d’auto non ruppe le ossa di Mog ma danneggiò seriamente i nervi. La padrona, la Sig.ra Ashworth, seppur inizialmente restìa a questo tipo di terapia (non foss’altro che i gatti evitano il più possibile di bagnarsi, figurarsi buttarsi in acqua) si è poi dovuta ricredere quando ha visto Mog imparare a destreggiarsi in acqua e a riacquistare una utile mobilità al di fuori di essa.
Gli esercizi in acqua, al costo di 30 sterline per dieci settimane, sono molto semplici. Mog viene messo nella piscina e la padrona lo chiama per farlo avvicinare a lei. Tra miagolii e iniziali resistenze, il micio però riesce a raggiungere la padrona e a compiere egregiamente il suo tragitto. Nel video che segue potete vedere come Mog affronta l’esercizio.
Che dire: auguri a Mog e alla sua padrona!

venerdì 19 dicembre 2014

LA FRATTURA DELLA COLONNA VERTEBRALE NEL GATTO: paralisi temporanea o definitiva?

Qualche consiglio da un veterinario neurologo:

http://neurologiacanegatto.blogspot.it/2012/02/la-frattura-della-colonna-vertebrale.html



LA FRATTURA DELLA COLONNA VERTEBRALE NEL GATTO

Le fratture della colonna vertebrale spesso sono la conseguenza di cadute dall’alto o incidenti stradali ,ma avvolte possono presentarsi anche a seguito di semplici scivolate in ambiente domestico ,colpi contundenti sulla schiena(es la tapparella delle finestre ) Le fratture vertebrali sono di diversi tipi: in ogni caso tutte devono preoccupare il soccorritore, a causa dei potenziali effetti sull'integrità del canale vertebrale e del danno midollare che ne può conseguire Nei gatti spesso le fratture sono dovute a traumi di forte intensita’ che creano uno slittamento dorsale del corpo vertebrale con una riduzione superiore del 50% del canale vertebrale ,cio’ comporta una lesione imponente del midollo con ematomi ed avvolte discontinuita’ del midollo. Prima di affrontare una operazione e’ fondamentale accertarsi della presenza del dolore profondo, avvolte pero’ questo anche se non presente puo’ comunque dare speranza in una ripresa . Infatti in alcuni casi dopo una terapia antinfiammatoria e antiedemigena c’e’ la ricomparsa del dolore profondo ,quindi prima di emettere una prognosi infausta bisogna aspettare almeno 24-48 ore dall’evento traumatico. La ripresa puo’ essere molto lunga quindi importante e’ sapere attendere . . La maggior parte delle lesioni midollari è in realtà determinata dall'ipossia, che può essere secondaria a una lesione vascolare, a uno spasmo o a una compressione dei vasi arteriosi causata da edema del midollo spinale. Il trauma, infatti, può provocare la rottura o lo spasmo delle arterie che irrorano il midollo, causandone l'ipossia, con conseguente malfunzionamento e infarto. E, anche quando non si verifichino la rottura o lo spasmo dei vasi, la struttura rigida del canale vertebrale e la scarsa possibilità di espansione del midollo spinale fanno sì che il ri¬gonfiamento post traumatico del midollo stesso possa causare compressione dei vasi, conseguente riduzione dell'apporto ematico. Dopo un trauma al midollo il flusso ematico diminuisce fino al 70/80% del valore normale a causa dell’edema La chirurgia consiste in stabilizzare e allineare la colonna vertebrale attraverso l’uso di staffe o viti e chiodi con cemento sterile.
STABILIZZAZIONE CON STAFFA:
Spesso specie le staffe vanno rimosse dopo alcuni mesi a guarigione ottenuta perche’ col movimento del gatto possono spezzarsi i fili di acciaio e quindi si ha la mobilizzazione della staffa. Fondamentale la Fisioterapia nel postoperatorio e la somministrazione di sostante Neurotrofiche Dott Alessandro Prota Consulenza Neurologica Veterinaria on line 3393201159

mercoledì 17 dicembre 2014

Gatto ex-paralizzato dal collo in giù: ora cammina e salta sui mobili!

DA FACEBOOK

https://www.facebook.com/events/275553072637697/?pnref=story

NANà HA VISSUTO L'INFERNO ORA HA DIRITTO AL PARADISO: PARALIZZATO DAL COLLO IN GIU' è TORNATO A CAMMINARE ADESSO CI VUOLE UNA FAMIGLIA CHE LO AMI 




    storia di nanà: 
nanà (così chiamato perchè credevano fosse femmina) è stato recuperato da Salvatore Libero Barone Lida palermo a dicembre 2013 dopo che è stato investito e preso da un branco di cani... ebbene nanà era completamente paralizzato dal collo in giù i centri del sistema nervoso autonomo erano compromessi non manteneva la temperatura ed andava in arresto respiratorio. è stato ricoverato e operato con un delicato intervento al collo fatto aprendo anteriormente per mettere viti e cemento nella colonna vertebrale (come vedete dalle foto). miracolosamente ha superato l'intervento e dopo circa 8 giorni la vigilia di natale è stato messo a pensione da me.quando è arrivato muoveva solo la testa e appena appena le zampette davanti...doveva stare steso su un fianco con un piccolo cuscino e rigirato per non fare le piaghe... non mangiava da solo andava imboccato e non riusciva a deglutire per via dell'intervento alla gola ed era magrissimo.
Piano piano ha ripreso a mangiare da solo e a sollevarsi appena appena...ha fatto un mese circa di fisioterapia facendo dei lentissimi ma costanti progressi ma la zampa davanti presentava una posizione rigida che gli ostacolava ogni movimento e si pensava ad una paralisi del radiale per cui andava amputata... interrotta la fisioterapia perchè non utilissima e molto costosa (lui accettava e male quella passiva e si rifiutava di fare quella attiva) ho cominciato io a fare fare degli esercizi al piccolo e a stimolarlo a muoversi e i progressi sono andati aumentando ...nanà molto affezionato a me collaborava tantissimo...poi una sera è successa una cosa orribile...si è affogato rischiando di morire soffocato siamo riusciti a farlo respirare e a salvarlo e abbiamo subito cominciato la terapia antibiotica per scongiurare la polmonite ab ingestis e... miracolo comincia a muovere la zampa destra allora abbiamo subito cominciato il cortisone... adesso nanà si alza cammina e usa tutte e 4 le zampe allo stesso modo barcollando e cadendo ma si muove...purtroppo però sorgono in continuazione nuovi piccoli sintomi neurologici ...
ora a distanza di quasi un anno dal terribile incidente nanà conduce una vita quasi normale è stato castrato e resta da risolvere solo un problema all'occhio mancante che purtroppo tende a lacrimare sempre per cui probabilmente andrà operato e andrà chiuso l'occhietto... nanà gioca tranquillamente con gatti maschi e femmine ma adesso ha proprio bisogno di una casa tutta sua



tra pochi giorni sarà un anno che sei a casa mia...sei arrivato completamente immobile e ora ti guardo saltare sui mobili come un grilletto e non mi sembra vero...però una cosa ancora ti manca tesoro...una mamma che si occupi di te per tutta la vita...spero di poterti fare questo regalo per natale




PER SEMPRE

venerdì 23 novembre 2012

Gangliosidosi GM1 e GM2 - causa di problemi neurologici, tremori, crisi epilettiche, cecità, paralisi progressiva nei gatti cuccioli

Clinica Veterinaria Gran Sasso
http://www.clinicaveterinariagransasso.it/pdf/n_med_gangl...
Gangliosidosi GM1 e GM2
causa di problemi neurologici, tremori, crisi epilettiche, cecità, paralisi progressiva nei gatti cuccioli

Le gangliosidosi appartengono ad un gruppo di malattie ereditarie conosciute come “Lysosomal Storage Deseases” (traducibile come malattie da stoccaggio lisosomale), in cui, a causa di mutazioni genetiche, viene colpito il metabolismo dei gangliosidi.

(continua......)


GANGLIOSIDOSI GM1

È il risultato di una mutazione al gene che codifica l’enzima beta-galattosidasi (GLB1) e si traduce in un’errata metabolizzazione del ganglioside GM1.I primi sintomi della malattia si presentano nel cucciolo con tremori del capo e degli arti posteriori, facilmente trascurabili anche da allevatori esperti. Con il progredire dei sintomi il cucciolo evidenzia un passo malfermo, cade facilmente e si dimostra scoordinato nei movimenti, in seguito, subentrano paraparesi/tetra paresi. A livello centrale la patologia è caratterizzata da numerose possibili alterazioni tra cui lo stato del sensorio con un caratteristico miagolio graffiante, cecità, risposta esagerata ai rumori e crisi di tipo epilettico. L’esito è sempre fatale (di solito intorno all’anno dio età).La gangliosidosi GM1 ha sintomi manifesti tra i 2 e i 3 mesi e progredisce lentamente per 12-14 mesi.

(continua.....)


GANGLIOSIDOSI GM2

È associata a diverse mutazioni del gene che codifica l’enzima beta-esoaminidasi (HEXB) e si traduce in un’errata metabolizzazione del ganglioside GM2. I sintomi sono analoghi a quelli riportati per la gangliosidosi GM1, ma il decorso è più rapido: i sintomi si manifestano a circa 2 mesi, in modo più severo, e il decorso è più rapido (.... omissis ...) i soggetti vanno incontro a tetra paresi verso i 4 mesi e a morte verso i 6 mesi di età.

(continua)


DIAGNOSI

Entrambi i tipi di gangliosidosi possono essere diagnosticati dai sintomi clinici e tramite test di laboratorio (in particolare test delle urine per la presenza di zuccheri complessi, test enzimatici e biopsie cutanee). La diagnosi clinica è spesso difficile, deve essere differenziata dalla atassia cerebellare, dovuta ad infezione fetale da panleucopenia, o dalla ipocalemia (nel caso dei Burmesi). Nella diagnosi differenziale i punti di attenzione sono:

(continua)



martedì 30 ottobre 2012

STORIA di MACCHIA la gatta disabile (VIDEO)

STORIA di MACCHIA la gatta disabile ( cat with disabilities )



Pubblicato in data 15/lug/2012 da

Storia di Macchia, la gatta disabile...
Intervista a Daniele Fiori tratta dal format televisivo ANIMA ANIMALE

Riprese Sergio Sotgiu
Montaggio Daniele Fiori



http://www.youtube.com/watch?v=eET5ZAawrDk





E' la storia di una micina nata il 4 agosto 1998 e cresciuta tra i cani. Non aveva paura dei cani e così la prima volta che è uscita dal giardino, il primo cane che ha incontrato l'ha morsicata rendendola paralizzata alle zampe posteriori.

Macchia aveva 4 mesi circa, aveva la spina dorsale rotta, era paralizzata dalla vita in giù, con una costola rotta e un po' di buchi dei denti del cane. Addormentarla con l'eutanasia o portarla a casa?

Non avrebbe più potuto vivere in un giardino ma in una casa e avrebbe dovuto essere accudita tutti i giorni e farle fare la pipì svuotandole manualmente la vescica. Ma Macchia voleva vivere e la decisione è stata di portarsela a casa.

Grazie ad alcune iniezioni di un farmaco che aiuta il ripristino dell'apparato nervoso, Macchia ha recuperato parzialmente l'uso di una zampa e della coda.

Ora Macchia ha 13 anni, vive in casa, dorme sul letto (anzi, su una sedia vicino al letto), si arrampica sul divano (e quindi il carrellino che le avevano costruito non è stato utilizzato perchè le impediva di arrampicarsi e non andava perciò bene), se corre non la si riesce a prendere perchè velocissima e quando era più giovane ha persino acchiappato un uccellino. Insomma fa tutto quello che farebbe una gatta normale ;-)))

domenica 12 agosto 2012

Gatto paralizzato torna a camminare grazie ad un carrello

http://attualita.tuttogratis.it/animali/gatto-paralizzato...

Gatto paralizzato torna a camminare grazie ad un carrello

Gatto paralizzato zampe posteriori

Un povero gatto paralizzato alle zampette posteriori ha finalmente un buon motivo per essere felice. Infatti, il povero gatto potrà camminare grazie ad un carrellino che è stato attaccato al posto delle gambe posteriori. Il micio aveva perso il controllo delle gambe posteriori dopo aver subito una grave frattura alla spina dorsale. Per fortuna la sua veterinaria, Betz Kennon, gli ha dato la possibilità di potersi rifare una vita, anche se diversa rispetto a quella precedente.

È stata la sua veterinaria ad averlo preso e portato ad un centro di riabilitazione per pazienti umani che soffrono del suo stesso problema, HealthSouth Harmarville Rehabilitation Hospital, a Pittsburgh. Pare che l’esperienza del micio sia diventata un modo d’incoraggiare i pazienti umani a non arrendersi. Cosi vedendo Scooter, il gattino che si trascina grazie al suo carrellino, i pazienti del centro di riabilitazioni si sentono motivati in qualche modo a reagire e ad impegnarsi nel loro processo di riabilitazione.

È difficile riuscire a capire come il micio abbia potuto subire la frattura della colonna vertebrale, era stato portato dal veterinario che lo ha curato, dal padrone di un husky che aveva portato il povero micio ferito a casa, tenendolo dalla bocca.
Sicuramente il gatto non era stato colpito dal cane visto che questi non presentava assolutamente segni di graffi da parte del gattino e neppure il gatto di sei mesi presentava segni di possibili ferite da parte del cane. Forse il povero micio è stato vittima di qualche maltrattamento ma non è sicuro. È certo invece che nonostante possa sembrare difficile da credere, il cane avrebbe salvato il gattino.

Il piccolo micio è stato fortunato, visto che solitamente i gatti che vengono trovati in situazioni simili vengono uccisi attraverso l’eutanasia. Per fortuna la veterinaria non poteva uccidere quel micio che chiedeva di aiutarlo con i suoi occhi e così ha fatto cercando di permettergli di vivere.

lunedì 16 luglio 2012

Scalette e rampe per animali con problemi alla schiena o alle articolazioni o per gatti paralizzati (archivio 33)

POST RECUPERATO DAL BLOG DI SPLINDER CHIUSO

Scalette e rampe per animali con problemi alla schiena o alle articolazioni o per gatti paralizzati

http://www.zooplus.it/shop/cani/accessori_viaggio_cane/accessori_ventilazione_auto

( 2 valutazioni )
Scaletta Easy Step
Ideale supporto logistico per cani giovani e anziani, nonché per animali con problemi alla schiena o alle articolazioni. Easy Step semplifica la vita del vostro migliore amico!
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( 5 valutazioni )
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( 1 valutazione )
Rampa Loader
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- Taglia XL: L 160 x l 40 cm € 129,00

domenica 1 luglio 2012

Paralisi nel cane e nel gatto - Che cos’è? Come si manifesta? Cosa fare?

http://www.clinicaveterinariacmv.it/paralisi-cane.html
Paralisi nel cane e nel gatto
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Che cos’è? Come si manifesta?
La paralisi è la mancanza di capacità motoria, generalmente in seguito a un problema neurologico. Quando ci si riferisce agli arti, la paralisi può essere completa (PLEGIA), quando manca completamente ogni movimento e le zampe appaiono flaccide e immobili; oppure non completa (PARESI), quando permangono movimenti volontari, ma il cane o il gatto non sono in grado di sostenere il peso del corpo....... (continua)
Cosa fare?Qualora un cane o un gatto manifestino dolore, difficoltà nella deambulazione, fino alla paralisi completa, devono essere visitati immediatamente dal veterinario.
In seguito alla visita, il veterinario potrà proporre....... (continua)

leggi tutto al LINK http://www.clinicaveterinariacmv.it/paralisi-cane.html

lunedì 26 marzo 2012

L'ARRESTO DEL CARLINO - Baffi in piscina - L'idroterapia aiuta una gatta paralizzata a camminare di nuovo

http://larrestodelcarlino.myblog.it/archive/2010/10/14/l-...

25/10/2010

L'idroterapia aiuta una gatta paralizzata a camminare di nuovo

Baffi in piscina

Nazzaning, una micia di sei anni, ha sfatato la convinzione che i gatti odiano l'acqua nuotando in piscina tutti i giorni per mesi.
gatto_idroterapia2.jpg
L'estate scorsa la gatta, una Turca Van, è stata investita e la sua padrona, Florence Rostami, l'ha portata in ospedale credendo che gli arti posteriori fossero rotti

Ma la veterinaria che ha visitato Nazzaning le ha detto che la situazione era molto più grave e che la micia doveva essere ricoverata.

"Ho pianto per tutta la notte" ha dichiarato Florence "eravamo tutti sconvolti a casa. Mia madre, mia figlia e io siamo rimaste in ospedale fino a mezzanotte".

Nazzaning è rimasta ricoverata per quattro giorni durante i quali le sono state fatte tutte le analisi necessarie per elaborare una diagnosi precisa.
gatto_idroterapia1.jpg

Alla fine, la veterinaria ha detto a Florence che le zampe posteriori della gatta erano paralizzate per vari motivi causati dell'investimento, ma soprattutto per un edema in una delle vertebre.

Le sono stati prescritti anti-infiammatori e tanta fisioterapia, piscina possibilmente.

Le medicine e l'idroterapia hanno fatto effetto e piano piano Nazzaning ha ricominciato a camminare.

"Siamo tutti così felici" ha detto Florence "i Turchi Van sono nuotatori naturali, Nazzaning ha solo seguito il suo istinto".


Fonte: Talk Lately News

mercoledì 18 gennaio 2012

Gatti a 2 zampe: il pannolino di Ngrugnà

POST RECUPERATO DAL BLOG DI SPLINDER CHIUSO


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venerdì, 07 novembre 2008
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(e testimonianze!) di gatti speciali...


Gatti a 2 zampe: il pannolino di Ngrugnà
 NGRUGNA'
----- Original Message -----
From: Giulia <gaelia@libero.it>
To: Gatti2Zampe <info@gatti2zampe.net>
Sent: Tuesday, August 26, 2008 12:16 PM
Subject: Consigli

Dopo aver provato tanti pannolini, ho capito che il modello che veste meglio è l'UNISTAR della HUGGIES misura 2. Tra l'altro è anche molto economico, io acquisto il pacco da 27 a circa 3,80 euro!  Apportando alcune semplici modifiche, sono riuscita a evitare che il pannolino si sfili mentre Ngrugnà cammina. Ho scattato una foto al pannolino e ho segnato in rosso le parti da tagliare: praticate il buco per la coda, cm 2 di base e cm 4 di altezza, partendo dalla metà esatta del pannolino dal lato dei disegni, che io metto come parte posteriore, quindi sul dorso del gatto. Facendo il buco rettangolare, vi verrà più comodo mettere il cerottino per evitare la fuoriuscita di fluff, cosa alla quale dovrete fare molta attenzione, perchè il fluff, uscendo e appiccicandosi, potrebbe solidificarsi e ostruire le prime vie urinarie! Praticate poi una "sgambatura" al pannolino, tagliando le parti che ho segnato, in modo da eliminare sia sul davanti che sul dietro, circa 1 cm dell'elastichino esterno che percorre tutto il pannolino,  lasciando integro quello dei soffietti interni. Così facendo, il pannolino si andrà ad agganciare meglio alle coscettine e terrà molto meglio. Per quanto riguarda invece il cerottino da usare per chiudere il buco della coda, e soprattutto se il vostro gatto ha problemi di irritazione sul pancino,  vi consiglio di usare un CEROTTO di carta largo 2,5 cm, di marca LEUCOPOR (astuccio bianco e beige). Ngrugnà aveva sempre irritazione nel pancino e credevo fosse la pipì, ma poi, cambiando per caso il cerotto, ho visto che questo è l'unico che non causa allergie, costa un po' di più, ma ne vale la pena (viene usato ad esempio per i malati che hanno piaghe da decubito). Così trasformato, il pannolino vestirà molto bene, non preoccupatevi del fatto che lo vedrete indossato "a vita bassa", anzi, credo che al gatto dia meno fastidio! L'unico accorgimento: dopo averlo chiuso, sistemate i soffietti interni e i margini laterali anteriori,  infilando le dita lateralmente, in modo da distenderli bene, per evitare che fàscino troppo l'inguine!
Spero che queste informazioni vi possano aiutare a vestire in modo più confortevole il vostro amato micio!
Pannolino
 
SONNO & COCCOLE
(N......grugna')
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Messaggio N°35
04-09-2008 - 10:12
 
.... tanti auguri a NGRUGNAAAAA'.....
...un anno trascorso insieme, tu, con le tue dolcezze, io con le attenzioni per te, ke sei un gatto speciale... il simbolo della voglia di vivere ad ogni costo, la prova inconfutabile ke gli animali hanno un cuore, ed è un CUORE grande, capace di amare, di essere riconoscente verso ki, a sua volta ti ama e fa il possibile per non farti sentire "diverso"..... tanti auguri, NGRUGNA'.... (...e un augurio ke la persona ke ha sparato a NGRUGNA'.... possa trascorrere i suoi compleanni in miseria, sofferenza e disperazione!!!!!)

Gatti a 2 zampe: l'esperienza di Greta

POST RECUPERATO DAL BLOG DI SPLINDER CHIUSO


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mercoledì, 13 agosto 2008
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http://www.gatti2zampe.net/



GRETA
Molti gatti paralizzati e/o incontinenti trascorrono quel che resta della loro vita rinchiusi in tristi gabbie per evitare che si feriscano o sporchino per casa, altri vengono soppressi perchè i loro "amici" umani credono di non essere in grado o di non avere il tempo di occuparsi di loro...


Un gatto paralizzato e incontinente può vivere in casa, come un gatto normale, seguendo solo alcuni semplici accorgimenti. 
Un po' di pazienza e buona volontà, una gabbietta per la notte e pannolini per neonati possono risolvere facilmente una situazione che può sembrare sul momento catastrofica.
Un pannolino per bambini, 2-5 kg o 3-6 kg, rende il gatto libero di girare per casa,  guadagnarsi il posto sul suo letto o divano preferito e essere completamente indipendente durante la giornata. Due pannolini al giorno (costo 50 centesimi) sono sufficienti.
Un gatto paralizzato può perfino andare in vacanza in camper... senza problemi!
Può giocare con gli altri gatti, correre per casa e arrampicarsi.


Le zampine insensibili raramente si feriscono, certo gli incidenti possono capitare, ma tenere un gatto in gabbia per paura che questo accada, sarebbe come decidere di fasciarsi la testa prima di rompersela!


Far vivere in gabbia un gatto paralizzato e incontinente, oltre a renderlo infelice, richiede molto più lavoro:
  • il gatto e tutta la gabbia vanno puliti più volte al giorno
  • a contatto con superfici umide, la pelle del micio si irrita, fino alle piaghe
  • annoiandosi il gatto cerca dei passatempi: mangiucchiarsi le zampe insensibili è uno di questi e richiede ulteriori cure per evitare infezioni
  • non potendo muoversi sorgeranno in breve problemi sia di tipo fisico come cattiva circolazione o indolenzimento, sia psicologico, fino ad arrivare ad uno scarso interesse per la vita.


Un gatto paralizzato non si sente malato (esperienza personale), non costringiamolo ad esserlo!

martedì 10 gennaio 2012

Come fare se il vostro micio disabile non riesce a urinare o defecare da solo: consigli pratici e e-mail a cui chiedere consigli

POST RECUPERATO DAL BLOG DI SPLINDER CHIUSO
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giovedì, 28 maggio 2009
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Come fare se il vostro micio disabile non riesce a urinare o defecare da solo: consigli pratici e e-mail a cui chiedere consigli
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Tratto dal vademecun di oscardog
http://www.oscardog.it/vademecum_gatti.htm

SE IL MICIO NON HA LO STIMOLO
Leo dopo il bagnettoLisa è esperta in questo: il gatto - come accennato riguardo a "pulizia" e "alimentazione" - deve essere stimolato per urinare e defecare due volte al giorno, come fanno le mamme con i cuccioli piccolissimi, cioè premendo sulla vescica per la pipì e facendo scorrere le feci dal canale fecale per la popò. E' quindi importante che la popò sia piuttosto morbida e questo si può ottenere con un'attenta alimentazione, in cui la parte secca non sia preponderante.
Eventualmente, all'occorrenza, se capita che il micio ha la cacca troppo dura e non si riesce a farla uscire si possano fare i cliesterini di glicerina per neonati. A quel punto si deve attendere per alcuni minuti e poi di solito la cacca arriva, un po' più "morbida" del solito.
Per far ciò Lisa appoggiava Leo a terra sopra alcuni panni di cotone ( dimensioni circa 70x70) ed isolava il pavimento con un foglio plastificato perché l'acqua evetualmente non passasse fino al pavimento, Leo si metteva indifferentemente su un lato o sull'altro a suo piacimento.
Dopo avergli fatto fare i bisognini , Lisa prendeva un piccolo catino di plastica, lo riempiva con acqua e sapone neutro, poi con una spugna naturale lavava bene il sederino e la parte che veniva coperta dal pannolino, prima da un lato e poi dall'altro, muovendo il micio.
Sciacquava con acqua tiepida, frizionava con un panno molto morbido in modo da asciugare il più possibile il pelo, poi passava con un po' di phon per accertarsi che la pelle ed il pelo fossero completamente asciutti; metteva il pannolino mentre Leo continiava a stare su un lato facendo entrare per prima la coda e alzandogli un po' il sederino da terra, lo chiudeva e poi girava Leo facendo la stessa operazione dall'altro lato, dopodichè con lo scotch faceva il giro della "vita" alzando nuovamente un pochino il sedere di Leo che ancora stava comodo su un lato per passare con lo scotch.

COME SPREMERE MANUALMENTE LA VESCICA AL GATTO - IL METODO DI POOKIE
http://www.youtube.com/watch?v=QdIBtw8_7No

Pookie: How we care for our paralyzed catPookie: come ci prendiamo cura del nostro gatto paralizzato


We filmed how we care for our paralyzed cat, Pookie, in the hope of helping people around the world who need to know. Pookie lives a happy and complete life!
We pee Pookie 3 times a day, so every 8 hrs: at 7 am, 3 pm. & 10 pm approx. Sometimes we're gone 10 hrs. We never used a diaper so don't know how long it would take before his bladder would leak. We have a wooden floor so his poop is easy to clean because it's dry & odorless.
We lie him on his side, on the kitchen counter by the sink, & attach his tail with a large hairclip. We put 1 hand under him & 1 on top. We feel for his bladder - which is the size of an egg. We apply pressure from the top. He pees for 5 seconds. Weird that the vet didn't show you this.
 
Abbiamo filmato il modo in cui ci prendiamo cura del nostro gatto paralizzato, Pookie, nella speranza di aiutare le persone in tutto il mondo che hanno bisogno di sapere. Pookie vive una vita felice e completa!
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Noi facciamo fare la pipì a Pookie 3 volte al giorno, ogni 8 ore: alle 7 del mattino, 3 del pomeriggio e 10 di sera circa. A volte siamo arrivati a10 ore. Non abbiamo mai utilizzato un pannolino così non so quanto tempo ci vorrebbe prima che si avrebbero delle perdite dalla vescica. Abbiamo un pavimento in legno e il suo sederino è facile da pulire perché è asciutto e inodore.
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Noi lo adagiamo sul suo fianco, sul ripiano del lavandino della cucina , e leghiamo la sua coda con un grande mollettone per capelli. Mettiamo una mano sotto di lui e una di sopra. Noi sentiamo alla palpazione la sua vescica - che è della dimensione di un uovo. Applichiamo la pressione dall'alto verso il basso. Lui fa pipì entro 5 secondi.

COME SPREMERE MANUALMENTE LA VESCICA AL GATTO - IL METODO DI SUSY
Susy è una gatta selvatica che ha vissuto in strada andando a mangiare da una signora rifiutando il contatto umano finchè non è finita sotto un'automobile mentre attraversava la strada.
E' stata soccorsa e operata in quanto si era formata un'ernia al diaframma ed è stato necessario amputare la coda.
Susy cammina e salta normalmente ora ma ha necessità che le si svuoti manualmente la vescica.
Data la sua selvaticità (nel filmato la vedete soffiare) è stato necessario tenerla in gabbia per un paio di mesi, riducendo spesso al minimo lo svuotamento (una volta al giorno) per evitare stress ulteriori e portare gradualmente gli svuotamenti ad almeno 2 giornalieri.

Susy viene tenuta per la collottola (come fa mamma gatta) e tenuta così in posizione verticale, utile per far scivolare verso il basso la vescica e renderla più facile da localizzare. Contrariamente a quanto pensavo, Susy se è tenuta con le zampe sollevate da terra è più rilassata e anche la muscolatura della pancia è morbida e più facilmente comprimibile.
Sotto alla gatta metto un panno assorbente: ottime le traversine usa e getta. Si può anche far fare la pipì al gatto in questa posizione nel lavandino, nel bidet, nella vasca da bagno, nella tazza del wc, in un catino, un vassoio o la cassettina per gatti con la sabbia. La scelta della traversina è imputabile all'aggressività e la non trasportabilità di Susy, semplicemente.
Con una mano posizionata sulla pancia a livello pelvico sento al tatto poco sopra l'attaccatura delle cosce una forma tondeggiante delle dimensioni di un uovo che chiudendo la mano sembra scivolare via: è la vescica. Le prime volte per trovarla attendete anche 24 ore che il gatto ce l'abbia proprio piena: così capirete dov'è per la volta successiva e non rischierete di schiacciare a casaccio gli organi interni.
Un trucco per svuotare la vescica è premere in modo continuo, non a scatti, non come se steste pompando qualcosa, e lasciare che la pipì defluisca. E' molto più semplice farlo chiudendo lentamente un dito dopo l'altro attorno alla vescica fino a formare un pugno, partendo dalle dita più vicine alla testa e finendo con quelle più vicine alla coda. Un po' come si fa per la mungitura. Se avete chiuso l'ultimo dito e non esce più pipì prima di pensare d'aver terminato ripetete la sequenza, sempre con delicatezza e sempre con lentezza. Finchè non sentite la vescica vuota in mano e non esce più pipì.
(NB nel filmato sentirete una gatta che brontola: non è Susy, ma la balinese che passava di lì e commenta sempre ad alta voce qualunque cosa succeda in casa)
Susy è particolarmente tesa ancora adesso e spesso devo farle fare la pipì in più volte, intervallando coccole o pappa tra un tentativo e l'altro. Più si rilassa, meno sono tesi i muscoli, più è possibile schiacciarle la vescica. (Lo stesso motivo per cui a volte umani e animali non sono visitabili all'addome che diventa duro duro per la paura!)
Nei due mesi in cui è stata ferma in gabbia e nei due successivi in cui stava quasi sempre ferma sotto il lettone o dietro un mobile Susy avrebbe potuto avere problemi di stipsi e blocco intestinale per il mancato movimento delle zampe che aiuta i movimenti peristaltici dell'intestino. E' lo stesso motivo per cui i gatti paralizzati sono fortemente a rischio di blocco intestinale. Per evitarlo le davo tutti i giorni la pasta Actinorm, un integratore alimentare di fibre che regola la funzionalità dell'intestino, sia in caso di stipsi sia di dissenteria. C'è anche la versione in pastiglie, ma a Susy non piacciono. Una volta a settimana davo 2,5 cc (un cucchiaio colmo) di olio extravergine di oliva in bocca con una siringa senz'ago.
Nel filmato che segue vedete Susy subito dopo che le ho spremuto manualmente la vescica: dal suo atteggiamento potete capire che non si tratta di una pratica così traumatica come si potrebbe immaginare.

Susy è stata incidentata a fine dicembre 2008, in stallo da gennaio e infine adottata da chi la teneva in stallo. Non ha bisogno di pannolino perchè non perde la pipì, usa la lettiera per la cacca e qualche volta riesce anche a fare un poco di pipì, ma non sempre e non tutti i giorni. Quindi almeno una volta al giorno è necessario svuotarle manualmente la vescica.
Da fine maggio 2009 Susy fa la pipì da sola nella lettiera. Per un po' di settimane però controllo sempre che la vescica sia vuota, per maggiore sicurezza.
Se avete bisogno di consigli scrivete pure a me (Renata) renatapas@yahoo.it o all'e-mail del sito www.gatti2zampe.net dedicato ai gatti paralizzati info@gatti2zampe.net  e vi risponderemo in team in modo da condivideere le nostre singole esperienze (non siamo veterinarie ma "mamme" di gatti disabili)

COME SPREMERE MANUALMENTE LA VESCICA AL GATTO - IL METODO DI FATA

Fata è stata incidentata e portata in clinica veterinaria per i primi soccorsi. Per il tempo trascorso in clinica veniva fatta urinare tenendola sdraiata su di un ripiano leggermente inclinato e premendole la vescica con una mano o con entrambe.
A casa non riuscendo con questo metodo la tenevo appoggiata a cavalcioni sul braccio sinistro con la testa verso il mio fianco e la coda verso la mia mano, lievemente inclinata con la coda più bassa del collo. Con la mano destra le massaggiavo la vescica come descritto più sopra per Susy fino a completo svuotamento.
Sembra strano, ma con Fata e con altri gatti di cui mi hanno raccontato, è importante anche il luogo dove gli si fa fare la pipì. Fata mi ha graffiato finchè non mi sono messa sopra il water (mi spiegate la differenza con la vasca da bagno, tenuta nella stessa posizione e altezza? eppure... ), un altro gatto ha fatto le bizze finchè non hanno provato nel lavandino del bagno (quello della cucina l'ha scartato!).
Fata utilizzava un pannolino perchè è semiparalizzata e non si regge in piedi, quindi il pannolino evita che sfreghi il sederino sul pavimento e le attutisce i colpi quando si lancia giù dal divano o scende le scale a folle velocità. Però non perdeva urina.
Per alcuni mesi abbiamo tentato una terapia a base di cortisone ma non è servita a nulla. Poi si è innamorata e... quando si emoziona a Fata scappa la pipì: da allora, da quel preciso giorno, non ha mai più avuto bisogno che le svuotassi manualmente la vescica ma solo che le cambiassi il pannolino più di frequente... 


COME SPREMERE MANUALMENTE LA VESCICA AL GATTO - IL METODO DI LIVY

http://www.youtube.com/watch?v=A0d4Qkt-r3g
 

ALTERNATIVE ALLA SPREMITURA DELLA VESCICA
A volte può bastare stimolare il gatto nella parte da cui uscirà la pipì sfregandolo delicatissimamente per alcune decine di secondi con una pezzuola umida. E' praticamente quello che fa mamma gatta con la lingua con i cucciolini quando sono troppo piccoli per urinare e defecare senza stimolo. Pare che nell'adulto funzioni molto bene soprattutto per i maschietti. 

CONSIGLI E E-MAIL DALLE TESTIMONIANZE DEL SITO www.gatti2zampe.net
http://www.gatti2zampe.net/testimonianze.html
Agata di Sara
Dicembre 2007
Mi chiamo Sara, sono veterinaria, e vi scrivo per darvi la mia testimonianza sulla vita con un gatto disabile.
La gatta della foto si chiamava Agata, è morta venti giorni fa' per un tumore al fegato e io solo ora riesco a scrivere qualcosa su di lei e per lei. Aveva 8 anni. E io per 8 anni ho vissuto prendendomi cura di lei e amandola tantissimo. Mi ricordo quando mio padre la portò a casa, era minuscola, aveva 2 mesi ed era stata investita. Lei, al contrario dei gatti di cui parlate in questo sito, non era incontinente, non aveva stimolo perchè insensibile nella parte posteriore, ma riteneva l'urina, quindi ero io che due o tre volte al giorno, per otto anni, ho duvuto farla urinare premendole il pancino e con esso, la vescica.
Questa è una cosa importante da dire perchè la maggior parte dei gatti paralizzati è incontinente e, evidentemente, vi sono capitati solo gatti in quello stato. La ritenzione di urina così come l' incontinenza, dipendono dal tipo di lesione, se la lesione spinale è lombo-sacrale, ovvero bassa, si ha atonia di vescica e sfintere e il gatto sarà incontinente, se invece la lesione è toraco-lombare, ovvero abbastanza alta, il gatto ritiene l' urina perchè si ha contrazione dello sfintere vescicale: la vescica si riempie e la contrattura dello sfintere impedisce la fuoriuscita dell' urina, quindi va svuotata manualmente, la procedura è abbastanza semplice con un pò di allenamento. Io sono disponibile se qualcuno volesse sapere bene come fare, la mia mail è: perlina21@libero.it continua

Settembre 2008 - Ciao, mi chiamo Irene, da due anni ho una splendida gatta di nome Conga che ha perso l'uso delle zampine posteriori ed ha la vescica paralizzata, pratico la "spremitura" 4 volte al giorno. Per il resto Conga fa una vita come un gatto normale, esce in giardino, gioca, fa le scale. Se qualcuno volesse un consiglio, mi contatti. Abito a Narni in provincia di Terni, ho anche 3 cani trovati e altri 15 gatti, uno completamente cieco. sorelval@libero.it

Minnie di Giorgia
Agosto 2007
Questa è Minnie, la mia micina disabile, a distanza di sei mesi dall'incidente, insieme al suo amico Giotto.
Minnie sta bene, ma stiamo combattendo, giorno per giorno, una battaglia contro infezioni urinarie (la micia un pò tiene, un pò perde la pipì, va svuotata meccanicamente mattina e sera e la cistite è purtroppo sempre in agguato) e il megacolon: non riesce ad evacuare da sola perchè l'ano è "paralitico" e il colon si è un po' "disteso", a causa dell'incidente, l'aiuto io con l'alimentazione, tenendo sempre le feci morbide,ma ad esempio a luglio, con il caldo, il suo colon si è inceppato perchè le feci si sono disidratate e la micia è stata male! Per il resto, ci siamo attrezzati: la micia non se la passa male, gioca tantissimo, caccia le lucertole (che le devo poi sequestrare perchè non sono il massimo per il suo intestino), fa la vita di prima, compatibilmente con il fatto che, come dice la veterinaria, dopo l'incidente è invecchiata di almeno dieci anni, e quindi, ogni giorno è un regalo. Grazie per i consigli, ho visitato anche Oscardog il sito per gli animali disabili. L'unico suggerimento che posso aggiungere, dato che ora ho una certa esperienza, non tanto per gatti a due zampe, ma per gatti che vanno aiutati nell'evacuazione, è di sostituire un pasto al giorno con dello yoghourt (Minnie ha molti meno problemi di "transito"), integrare il cibo con un cucchiaino di olio di oliva e utilizzare il lattulosio (ne basta poco, mattina e sera, è molto efficace).

Tarifa di Laura
Marzo 2008
Vi presento la mia super-gatta: si chiama Tarifa e ha quasi 3 anni. Tari è volata giù dal balcone il 28 Febbraio 2006 e ha riportato un trauma spinale con conseguente paralisi della coda e degli arti  posteriori. Tarifa ha una vescica spastica e per questo le facciamo fare pipì manualmente circa 3 volte al giorno. continua

Maggio 2008
Ho adottato Lucky circa un anno fa', un micio che nei primi mesi di vita ha avuto un trauma, presumibilmente da un cane un po' nervosetto lasciato in giro senza sorveglianza
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Lucky trascinava le zampe posteriori e non faceva pipì. Per il primo periodo ho dovuto premer la vesciva, poi ha iniziato a far pipì da solo, nel frattempo anche un poco di ginnastica.
Circa un mese fa, dopo la castrazione - anche se questa di certo non ha influito - il micio ha avuto un brutto blocco alla vescica con infezione, fino ad arrivare alla decisione di intervenire con una operazione a "femmina": il gatto infatti aveva una aderenza che impediva la fuoriuscita di pipì.Veronica
continua

Pippo di Tiziana
Novembre 2008
Mi chiamo Tiziana e da 4 anni e mezzo vivo con un gattone paralizzato di nome Pippo. Vorrei condividere la mia esperienza per confortare le persone che hanno ricevuto critiche negative per aver scelto di tenere un animale paralizzato e per lanciare un appello.  Pippo ha 12 anni e si è rotto la schiena cadendo dal terzo piano. Una lesione alta che andava a compromettere non solo il movimento, ma anche la minzione. Non urinava a causa della paralisi allo sfintere vescicale ed era cateterizzato. Un veterinario specializzato in neurologia mi consigliò dei farmaci che forse avrebbero potuto far riprendere l'urinazione, ma avrebbe dovuto prenderli a vita. La cura funzionò dopo 15 giorni. Fu valutato anche un intervento, ma vista la buona riuscita della terapia l'ho tenuto come ultima chance. Comunque chiedo, a chiunque abbia consigli, nomi di specialisti (in urologia e neurologia principalmente) o anche veterinari con esperienza nel settore, di contattarmi. Perchè a riguardo c'è sempre da imparare! Resto a mia volta a disposizione per contatti e chiarimenti. Tiziana - alkotix@yahoo.it      continua