venerdì, 23 ottobre 2009
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San Guinefort di Borgogna: un cane levriero vissuto nel XIII secolo venerato come santo guaritore di bambini per i miracoli che scaturirono presso la sua tomba, oggetto di culto e pellegrinaggi .
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http://www.covoprieca.com/controinformazione/casicovoprieca/religioni/archivioreligioni/storiebastardini.htm
Se un giorno, viaggiando in Francia, vi capiterà di trovarvi dalle parti di Lione, andate a cercare la sua memoria nella regione della Dombes, lungo la strada che da Chatillon-sur-Chalaronne conduce a Marlieux. Fermatevi a Sandras, là ha resistito il culto di un levriero guaritore di bambini.
Sette secoli fa questo cane fu abbattuto per un tragico errore a colpi di spada dal suo padrone, che era un cavaliere. Arrivato al castello questo cavaliere aveva trovato il cane accanto alla culla di suo figlio di pochi mesi e aveva pensato lo stesse aggredendo per gelosia. Solo più tardi si accorse che Guinefort aveva invece appena concluso la lotta con un serpente che aveva assalito il bambino nel sonno. Per lungo tempo il luogo della sepoltura del levriero innocente fu terra di pellegrinaggio di madri dei bambini in pericolo, nonostante il divieto dell'Inquisitore. Poi il ricordo della storia del cavaliere, del serpente e del levriero si affievolì, e nella costanza della pietà cristiana il cane divenne un uomo, santo e miracoloso, San Guinefort, finché una riforma lo cancellò dal calendario. Ma non dalla devozione.
http://it.wikipedia.org/wiki/San_Guinefort
Secondo la leggenda, il cane era di guardia in un castello dove il cavaliere suo padrone viveva col figlio, di pochi mesi. Tornando un giorno dalla caccia, il cavaliere vide che la stanza del figlio era stata messa a soqquadro, con la culla rovesciata, mentre il cane aveva le zanne insanguinate. Del bambino, ancora in fasce, non v'era traccia. Credendo che il cane lo avesse sbranato, egli lo uccise immediatamente con la sua spada; tuttavia, poco dopo sentì il bambino piangere e lo trovò illeso sotto la culla, assieme a una vipera uccisa dal cane. Esso, dunque, era stato protagonista di una lotta non per fare male al bambino, ma per salvargli la vita.
Una volta scoperto l'errore, con pentimento il cavaliere seppellì il cane in una tomba coperta di pietre, e il luogo divenne meta di pellegrinaggi; in breve tempo si creò un fenomeno insolito, dove numerosi ex-voto venivano portati al santo-cane in ringraziamento dei miracoli e delle grazie che, secondo i popolani, compiva, soprattutto per la tutela dei bambini.
Con il tempo, e soprattutto grazie a un'incessante passaparola che durò secoli, la sua figura fu assimilata a quella di un santo umano, in carne e ossa. Il suo culto, proibito più volte, persistette a tutte le condanne e venne abolito definitivamente solo negli anni Trenta del XX secolo dalla Chiesa Cattolica.
La festa di San Guinefort cadeva nel periodo della canicola.
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http://www.covoprieca.com/controinformazione/casicovoprieca/religioni/archivioreligioni/storiebastardini.htm
Se un giorno, viaggiando in Francia, vi capiterà di trovarvi dalle parti di Lione, andate a cercare la sua memoria nella regione della Dombes, lungo la strada che da Chatillon-sur-Chalaronne conduce a Marlieux. Fermatevi a Sandras, là ha resistito il culto di un levriero guaritore di bambini.
Sette secoli fa questo cane fu abbattuto per un tragico errore a colpi di spada dal suo padrone, che era un cavaliere. Arrivato al castello questo cavaliere aveva trovato il cane accanto alla culla di suo figlio di pochi mesi e aveva pensato lo stesse aggredendo per gelosia. Solo più tardi si accorse che Guinefort aveva invece appena concluso la lotta con un serpente che aveva assalito il bambino nel sonno. Per lungo tempo il luogo della sepoltura del levriero innocente fu terra di pellegrinaggio di madri dei bambini in pericolo, nonostante il divieto dell'Inquisitore. Poi il ricordo della storia del cavaliere, del serpente e del levriero si affievolì, e nella costanza della pietà cristiana il cane divenne un uomo, santo e miracoloso, San Guinefort, finché una riforma lo cancellò dal calendario. Ma non dalla devozione.
Gaspare Barbiellini Amidei
http://it.wikipedia.org/wiki/San_Guinefort
San Guinefort
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Guinefort o Guignefort di Borgogna era un cane levriero vissuto nel XIII secolo, che fu oggetto di devozione popolare quale santo per i miracoli che scaturirono presso la sua tomba, oggetto di culto e pellegrinaggi nella zona di Lione, a Sandras, tra Chatillon-sur-Chalaronne e Marlieux.Secondo la leggenda, il cane era di guardia in un castello dove il cavaliere suo padrone viveva col figlio, di pochi mesi. Tornando un giorno dalla caccia, il cavaliere vide che la stanza del figlio era stata messa a soqquadro, con la culla rovesciata, mentre il cane aveva le zanne insanguinate. Del bambino, ancora in fasce, non v'era traccia. Credendo che il cane lo avesse sbranato, egli lo uccise immediatamente con la sua spada; tuttavia, poco dopo sentì il bambino piangere e lo trovò illeso sotto la culla, assieme a una vipera uccisa dal cane. Esso, dunque, era stato protagonista di una lotta non per fare male al bambino, ma per salvargli la vita.
Una volta scoperto l'errore, con pentimento il cavaliere seppellì il cane in una tomba coperta di pietre, e il luogo divenne meta di pellegrinaggi; in breve tempo si creò un fenomeno insolito, dove numerosi ex-voto venivano portati al santo-cane in ringraziamento dei miracoli e delle grazie che, secondo i popolani, compiva, soprattutto per la tutela dei bambini.
Con il tempo, e soprattutto grazie a un'incessante passaparola che durò secoli, la sua figura fu assimilata a quella di un santo umano, in carne e ossa. Il suo culto, proibito più volte, persistette a tutte le condanne e venne abolito definitivamente solo negli anni Trenta del XX secolo dalla Chiesa Cattolica.
La festa di San Guinefort cadeva nel periodo della canicola.
Curiosità [modifica]
Il racconto del cane, erroneamente accusato di attacco contro un bimbo nella sua culla, venne utilizzato da Walt Disney nel film Lilli e il vagabondo, dove il protagonista, il bastardo Biagio (il vagabondo), dopo aver salvato il figlio dei padroni di Lilli dall'attacco di un grosso topo, è ingiustamente accusato di aver aggredito il neonato. Anche in questo caso il ritrovamento del cadavere del topo dietro una tenda chiarisce poi la situazione.Bibliografia [modifica]
Jean-Claude Schmitt, Il santo levriero: Guinefort guaritore di bambini, Torino, Einaudi, 1982, ISBN 8806542621
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