giovedì, 13 agosto 2009
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Salvò la padrona: Diana, il cane più buono d'Italia Fonte: http://www.lastampa.it/lazampa/girata.asp?ID_blog=164&ID_articolo=1331&ID_sezione=339&sezione=News SILVIA GARBARINO Vita da cane in copertina. Diana, labrador incrociato con un pit bull, 4 anni a novembre, è una star del genere. Anche se della celebrità ne fa volentieri a meno. Troppi flash, taccuini che sventolano sotto il naso, per non parlare delle telecamere, le fanno rizzare il pelo e abbaiare a pieni polmoni. A un po’ della sua adorata privacy, però, dovrà rinunciare il 16 agosto quando sarà premiata insieme ad altri compagni coraggiosi a San Rocco di Camogli, spicchio adorabile della Liguria di Levante, dove da 48 edizioni si celebra la «fedeltà» del miglior amico dell’uomo. Il 2 gennaio scorso Diana è diventata un’eroina proteggendo l’incolumità della sua padrona Marina Tripodi, operaia alla Pininfarina, moglie e madre di due figli, residente a Collegno. «Ero in casa e volevo stirare - ricorda con precisione la signora - mio figlio grande era via, il piccolo al computer in camera sua, Diana accucciata ai suoi piedi e guaiva. Mio marito convinse Alessandro ad uscire e io decisi di spostare l’asse da stiro in camera del ragazzo così tenevo compagnia al cane. Ma non feci in tempo ad entrare perché Diana mi saltò addosso e mi buttò per terra». Un attimo di pausa, poi ridendo aggiunge: «Subito le ho urlato dietro, le ho anche dato una scoppola sul sedere, non capivo quella sua reazione. Poi ho visto una grande nuvola di polvere venirmi incontro e mi è venuto freddo». Il soffitto della cameretta si era sbriciolato: mattoni, calcinacci, intonaco, tutto crollato sul pc dove sino a una manciata di attimi prima c’era il figlio e dove stava per entrare lei. «Mi ha salvato la vita, Diana - afferma orgogliosa Marina -. Ho anche capito perché da un giorno intero stava sul letto dei ragazzi e guardava fissa il soffitto. Aveva intuito cosa stava per accadere». E dire che il feeling fra padrona e cane non era stato immediato. «Io non volevo un cane in casa, mio figlio me l’ha portata e io l’ho sgridato. Però quando l’ho presa in braccio mi ha dato una serie di “bacetti” e... mi sono sciolta. Da allora è una della famiglia. Intoccabile». Il premio internazionale che Diana in carne ed ossa andrà a ricevere a Camogli è stato più celere della burocrazia amministrativa. «Ancora oggi quella stanza e un’altra adiacente sono inagibili - chiosa la Tripodi -. I lavori non sono potuti iniziare. A quanto pare non è colpa di nessuno se il soffitto è venuto giù.» Unica grande consolazione, lei e Diana sono vive per potersi arrabbiare e abbaiare. |
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