mercoledì, 03 dicembre 2008
Vademecum *** ...COSA FARE PER... adottare un animale disabile *** (a cura di Progetto PiccoleCucce)
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Progetto
*** PICCOLE CUCCE ***
a cura dei Volontari di Lucca
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a cura dei Volontari di Lucca
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***Procedure per le adozioni***
Compilazione, accettazione e firma modulo di affido, trascrizione documenti, controlli futuri. Per i cani iscritti all'anagrafe obbligatorio passaggio di proprietà, solo a maggiorenni e con il consenso dei famigliari.
Se cerchi un cane di razza, non acquistarlo! http://adozionidirazza.splinder.com
Il team di PiccoleCucce
***Da sapere*** notizie e orientamenti prima dell'adozione Se arrivate a leggere queste righe orientative significa che state cercando informazioni sull’adozione di un amico ‘speciale’. Ebbene, state per entrare in un mondo fantastico, talmente particolare che vi sembrerà di vivere una fiaba, state per divenire protagonisti della vita indiscutibilmente unica di un animale felice, diversamente felice. Il perché di tanta entusiastica gioia? Lo scoprirete leggendo le testimonianze di altri amici, lo scoprirete vivendoci accanto perché la prima vera gioia è portarlo a casa (da un canile, dalla strada, da una clinica…), la seconda è vedere quante cose sarà in grado di fare… ve ne stupirete! CECITA’ e SORDITA’ Vi sembrerà strano ma è più complicato vivere con un animale sordo piuttosto che con uno cieco. La sordità, in un animale, è infatti più invalidante della cecità. Non è facile da comprendere poichè è l'unica malattia che dall'esterno non si vede, perciò un animale che non mostra la sua invalidità sembrerebbe un animale... sano. Nell'ottica del pensiero umano comune ciò che allo sguardo sembra normale è sano, mai affermazione fu più sbagliata, gli animali non la pensano proprio così. Da differenziare la malattia congenita che si scopre alla nascita e la malattia acquisita. Come per gli umani vale anche per gli animali; nascere con un problema ti permette di crescere affrontando una vita per te 'normale', acquisire un problema significa stravolgere la tua vita in relazione al quel problema. Un animale SORDO non è in grado di relazionare con l'esterno attraverso la normale percezione di suoni, di rumori e dei comandi a lui impartiti. Essere sordo significa avere molte paure incomprese e non sentirne le rassicurazioni, un animale impaurito può essere un animale socialmente problematico. Ecco perchè chi scopre di avere un animale sordo o chi decide di adottarne uno deve sapere come comportarsi con lui, che strumenti usare per chiamarlo e soprattutto come evitare di mettergli paura. Dobbiamo essere sempre visibili ai suoi occhi, accarezzarlo di continuo e con movimenti regolari, mai apparire a lui di colpo, nè di fronte nè dal retro. Utilizzare anche la voce, se è molto vicino a noi può percepirne le vibrazioni. Nel richiamo si usano dei lampi di luce o dei flash, efficaci più nelle ore notturne, ma utili anche di giorno. Ricordatevi che non udendo non sarà in grado di sentire il clacson di un auto, un grido di pericolo o il nostro richiamo, non lasciatelo solo all'aperto (che non sia il giardino di casa vostra). Un animale sordo è comunque in grado di percepire gli odori, l'olfatto è un senso molto importante nella vita di un cane! Un animale sordo non ha bisogno di assistenza, ma è necessario capire che dovrebbe vivere in casa (specialmente se è un gatto) o comunque condividere spazi recintati e non essere in grado di allontanarsi in libertà. Un animale CIECO può tranquillamente assorbire le relazioni esterne, comprendendo suoni, vibrazioni, odori, attraverso queste sensazioni è in grado di 'vedere' chi siamo e dove ci troviamo e capire se si trova in una situazione di pericolo. E' comunque indubbio che abbia qualche difficoltà nella vita comune, è per questo che la sua famiglia deve prestare la massima attenzione a rendere la sua vita semplice e meno pericolosa. Un cane cieco vive di spazi abituali, prima di tutto evitategli gli ostacoli, fare lo slalom fra gambi di sedie, vasi di fiori e attrezzi vari per lui è molto complicato. Le scale sono molto pericolose, non le vede e non hanno odore o suono particolare! Lasciate cuccia, ciotole e giochi preferibilmente nello stesso posto. Sarà lui a spostarli e ritrovarli con l'olfatto. Se il cane diviene cieco sappiate che dell'ambiente esterno ha visto tutto e sa riconoscere gli oggetti di uso comune dal loro odore e dal rumore. Riconosce il proprio padrone e la propria casa dai suoni e dagli odori ad essi associati. Se il cane invece nasce cieco è necessario insegnargli tutto! Anche qui entrano in ballo le paure e le rassicurazioni. Il bagaglio di odori conosciuti che un cucciolo può avere è molto limitato, se non addirittura assente. Ciò che non vede è per lui motivo di paura. Un cucciolo cieco è un cane che si ritrae per abbandonarsi fra le vostre braccia solo dopo averlo toccato per molto tempo e reso tranquillo al punto da garantirgli estrema fiducia. Una volta appresi i normali atteggiamenti casalinghi il cane sarà in grado di condividere i vostri spazi in modo del tutto inaspettato. Un adulto cieco con una vita sociale attiva, regolare ed equilibrata ed una famiglia attenta e cosciente, è un cane del tutto normale. Lo vedrete correre nei prati, passeggiare regolarmente al guinzaglio, incontrare e salutare persone od altri cani, interagire nel gioco e nelle relazioni, insomma tutto quello che è concesso ad un normodotato! PROBLEMI AGLI ARTI La diversità più eclatante è quella che coinvolge gli arti, paraplegia o amputazione sono infatti i problemi che possono colpire un cane (o un gatto) e renderlo quindi costretto a rivoluzionare la sua vita. Ho detto rivoluzionare e non rinunciare poiché in questi casi (salvo eccezioni o altre gravi patologie annesse) non si deve pensare mai di ‘farlo smettere di soffrire’, lui non soffre affatto e non patisce la diversità così come la consideriamo noi. Gli animali hanno occhi innocenti e superiori per guardarsi l’un l’altro… Noi no! Un animale tripode (privo di una qualunque delle 4 zampe) è un animale da considerarsi pressoché normale. Può svolgere senza problemi tutte le sue attività quotidiane di gioco, relazione, passeggio, alimentazione… può andare al guinzaglio o camminare libero, può salire e scendere le scale, giocare a palla, nuotare, l’unico solo accorgimento è che non debba caricare eccessivamente sull’arto anteposto a quello amputato e se lo fa sarà necessario aiutarlo a superare dei piccoli dolori o lievi traumi (frequenti in età anziana). Chiunque può prendersi cura di un animale tripode! La paraplegia è la disabilità più grave e più invalidante (proprio come accade nelle persone). I cani che hanno perso l’uso delle zampe posteriori (per malattia, trauma o degenerazione) cercheranno in qualunque modo una via per compiere i movimenti a loro preclusi e non appena verranno dotati di 2 ruote saranno cani felici! Il carrellino è infatti l’ausilio (per non dire protesi) che permette all’animale di tornare a svolgere, con qualche modifica, le attività di vita normali e sufficienti a garantirgli un’esistenza degna e serena. Non pensiate sia un accanimento, l’istinto degli animali è quello di poter raggiungere dei piccoli obiettivi (annusare, mangiare, muoversi, relazionare…) e solo il non poterlo fare li deprime, non certo il farlo ‘diversamente’. L’animale non vede nell’altro la differenza rispetto a sé stesso, ognuno compie i propri movimenti come meglio crede, non c’è intolleranza o paura della diversità, in questo noi umani siamo sempre mentalmente molto indietro… Un animale disabile carrellato ha però bisogno di un’assistenza costante e di spazi piani e ampi in cui muoversi. La famiglia adatta dovrebbe avere un giardino in pianura o un lastricato ampio senza scalini, poter garantire la presenza di qualcuno in diversi momenti della giornata e un po’ di pratica nel far espletare all’animale le funzioni fisiologiche che, spesso, sono assenti o deficitate. ALTRE DISABILITA’ Spesso a causa di un trauma (cranico) si possono avere residue difficoltà neurologiche che non per forza siano la cecità o la paraplegia, ma affezioni di carattere generale che per praticità definiremo ‘problema neurologico’. In alcuni casi può esserci associata una difficoltà di deambulazione, ma senza una precisa lesione, né midollare né ossea. Per affrontare un problema simile sarà comunque necessario un approccio concordato con il proprio veterinario o una metodologia schematica in base alle varie difficoltà che sono insorte. Per meglio chiarire questo aspetto, vi faccio un esempio pratico molto comune soprattutto nei gatti. Lo scorso anno trovammo una miciona adulta investita che non riusciva a stare in piedi sulle sue 4 zampe, nonostante non si fossero evidenziate lesioni midollari. La micia mangiava con appetito, muoveva autonomamente le singole zampe e le varie parti del corpo, non aveva lesioni interne né fratture, urinava e defecava in modo autonomo e regolare, riusciva a vedere e mettere a fuoco normalmente e le sue analisi del sangue erano a posto. Col passare dei giorni il quadro iniziò a prendere forma ed un esame più approfondito evidenziò la rottura del timpano. Oltre alla lesione (che di solito guarisce spontaneamente) appariva un problema di equilibrio. La micia tentava di sollevarsi, ma (pensiamo) una forte vertigine le impediva di sorreggersi per più di qualche secondo. Per molti giorni la terapia è stata aiutarla a camminare sfruttando gli angoli delle pareti verticali più lunghe in modo che l’equilibrio fosse mantenuto dal muro e lei avrebbe dovuto soltanto camminare e cercare di non cadere. Servirono circa 20 giorni per rimetterla in piedi con la possibilità che le rimanesse sempre quell’atteggiamento curioso con la testolina girata da un lato. Oggi la micia è sanissima, mantiene una lieve flessione del capo, ma si muove in perfetta autonomia. Se volete leggere informazioni, storie e appelli esclusivamente di animali disabili, consulta il sito www.oscardog.it |
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